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Tassabilità, in capo ai dipendenti, del servizio di monitoraggio di dati sensibili offerto dal datore di lavoro
Venerdì, 13 Settembre , 2019
Con la risoluzione n. 77/E del 12 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad una società che in qualità di sostituto di imposta chiede di conoscere il corretto trattamento tributario da riservare al servizio di monitoraggio del ‘dark web’, offerto ai propri dipendenti e, in particolare, se lo stesso possa essere considerato non soggetto a tassazione in capo a questi ultimi, in quanto erogato nell’esclusivo interesse del datore di lavoro. Il documento di prassi amministrativa ricorda il principio per cui non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente le somme che non costituiscono un arricchimento per il lavoratore e le erogazioni effettuate per un esclusivo o prevalente interesse del datore di lavoro. Il servizio di monitoraggio di dati sensibili (dark web) ha lo scopo di minimizzare i rischi correlati all’utilizzo improprio dei dati personali (pensiamo ai furti di identità e di informazioni privilegiate) e di tutelare, oltre al dipendente, il sistema aziendale. Il servizio costituisce così uno strumento importante per svolgere in sicurezza e libertà l’attività lavorativa dei dipendenti e per gestire, minimizzando, il rischio connesso all’utilizzo illecito delle informazioni sensibili. Il servizio offerto dalla società ai dipendenti risponde così a un interesse prevalente della società medesima, anche quando utilizzi informazioni personali dei dipendenti (vedi numero di passaporto o carta d’identità) per minimizzare il rischio aziendale correlato all’uso fraudolento di informazioni sensibili. In considerazione di ciò l’Amministrazione finanziaria sostiene che il servizio di monitoraggio dei dati offerto dalla società ai dipendenti non sia fiscalmente rilevante in capo a questi ultimi e che la società, in qualità di sostituto di imposta, non sia tenuta ad applicare le relative ritenute ai sensi dell’art. 23 del Dpr 600/1973.
(Vedi risoluzione n. 77 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo delle agevolazioni previste a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franca urbana istituita nei comuni del Centro Italia colpiti dal sisma
Venerdì, 13 Settembre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 78/E del 30 agosto 2019, ha istituito il codice tributo ‘Z162’ per l’utilizzo, tramite modello F24, delle agevolazioni previste dalla legge 30 dicembre 2018 n. 145, a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franca urbana dei Comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono verificati a partire dal 24 agosto 2016. Il nuovo codice tributo è denominato ‘ZFU CENTRO ITALIA – Agevolazioni alle imprese e ai titolari di reddito di lavoro autonomo per riduzione versamenti – articolo 1, comma 759, lettera a) della legge n. 145/2018’.
(Vedi risoluzione n. 78 del 2019)

Legge di bilancio 2018 – Depositi Fiscali a regime Iva per benzina, gasolio e altri prodotti carburanti o combustibili
Venerdì, 6 Settembre , 2019
La legge di Bilancio 2018 ha introdotto misure di contrasto all’evasione Iva, in relazione all’immissione in consumo da un deposito fiscale o all’estrazione da un deposito di destinatario registrato, di carburante per autotrazione. Scopo della nuova disciplina è contrastare condotte fraudolente riconducibili a crescenti flussi di prodotti energetici (benzina e gasolio) illecitamente immessi in consumo in Italia. L’Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 18/E del 7 agosto 2019 al nuovo adempimento. La legge 205/2017 all’articolo 1 (commi da 937 a 943) stabilisce che l’immissione in consumo dal deposito fiscale o l’estrazione di benzina/gasolio per automazione è subordinata al versamento dell’Iva senza possibilità di compensazione. Il nuovo adempimento riguarda i depositi utilizzati solo per la custodia dei carburanti per motori e non quelli di produzione. Il documento di prassi amministrativa ha chiarito che i versamenti Iva possono essere effettuati in un unico F24 cumulativo il cui importo va quantificato in relazione ai prodotti da immettere o estrarre. A tal fine, sul Documento Amministrativo Semplificato, relativo ad ogni operazione di immissione/estrazione, va riportato il riferimento allo stesso modello di versamento F24. Ai fini della verifica può essere considerato congruo un versamento Iva: non inferiore al 37% dell’importo dell’accisa versata sulla medesima quantità di benzina immessa in consumo o estratta; non inferiore al 39% dell’importo dell’accisa versata sulla medesima quantità di gasolio immesso in consumo o estratto. L’Agenzia ha chiarito che per le violazioni commesse prima del 6 agosto 2019 non saranno applicate le sanzioni in presenza di obiettive condizioni di incertezza, a patto che l’imposta sia stata assolta. Sono comunque previste deroghe in presenza delle quali le disposizioni di cui sopra non trovano applicazione. Con la pubblicazione del DM 13 febbraio 2018 nella Gazzetta Ufficiale la disciplina in esame ha trovato completa attuazione.
(Vedi circolare n. 18 del 2019)

Utilizzo del codice tributo ‘3858’ per effettuare il versamento dell’acconto mensile dell’Irap dovuto da talune categorie di amministrazioni statali ed enti pubblici
Venerdì, 6 Settembre , 2019
Con la risoluzione n. 75/E del 9 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate rende noto che mediante il codice tributo ‘3858’ le amministrazioni e gli enti pubblici possono effettuare il pagamento dell’acconto mensile dell’Irap mediante il sistema del versamento unitario. Ciò limitatamente ai casi in cui non sia possibile utilizzare il modello di versamento ‘F24 Enti pubblici’. L’utilizzo del codice tributo indicato, denominato ‘Irap – versamento mensile – articolo 10-bis, comma 1, Dlgs 446/97’ è esteso a tutti gli enti e alle amministrazioni interessati dalla disposizione sopra richiamate.
(Vedi risoluzione n. 75 del 2019)

Esenzione da ritenuta sugli interessi e altri proventi derivanti da finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese
Venerdì, 6 Settembre , 2019
Una società di gestione con sede legale in Guernsey (Regno Unito) che gestisce fondi d’investimento nella forma di limited partnership di diritto inglese impegnata nei settori dell’energia, trasporti e utilities intende investire in Italia in una società operante nel campo del trasporto marittimo. I fondi Uk partecipano e controllano una società di diritto lussemburghese che a sua volta controlla un’altra società dello stesso Paese. Quest’ultima detiene interamente la partecipazione di una holding italiana che possiede il 30% della ditta di trasporti marittimi nella quale i fondi intendono investire. Al fine di dotare la Holding italiana dei mezzi finanziari necessari per il completamento dell’operazione di investimento, è stata pattuita l’erogazione da parte dei Fondi a favore della Holding di una serie di finanziamenti a medio e lungo termine fruttiferi di interessi. La società istante chiede conferma che i finanziamenti in oggetto erogati alla Holding italiana dai predetti Fondi inglesi rientrano tra quelli di cui all’art. 26, comma 5-bis del DPR 29 settembre 1973 n. 600 e che, pertanto, sugli interessi ad essi relativi non si applica la ritenuta del 26%. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 76/E del 12 agosto 2019, chiarisce che la società di gestione di fondi d’investimento, qualificata come Oicr estera, che eroga finanziamenti a medio e lungo termine a una Holding italiana può essere considerata un ‘investitore istituzionale estero’ e usufruire dell’esenzione dalla ritenuta d’acconto sugli interessi.
(Vedi risoluzione n. 76 del 2019)

Indici sintetici di affidabilità fiscale – periodo di imposta 2018 – primi chiarimenti
Venerdì, 30 Agosto , 2019
Con l’istituzione degli Isa il legislatore ha inteso favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di basi imponibili. Attraverso un sistema di indicatori basato su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta gli indici sintetici di affidabilità fiscale misurano il comportamento fiscale dei contribuenti realizzando una valutazione a pagella. I contribuenti che risulteranno affidabili e che avranno maturato punteggi dall’8 in su, potranno accedere a significativi benefici premiali. L’Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 17/E del 2 agosto 2019 agli Isa che hanno preso il posto degli studi di settore. La parte iniziale del documento di prassi amministrativa illustra il nuovo strumento indicandone le finalità e i principali elementi distintivi. La parte finale è dedicata, invece, ai quesiti posti dagli operatori in merito ad alcuni aspetti correlati all’applicazione degli Isa. Con i dati dichiarati dai contribuenti e con quelli forniti dall’Agenzia delle Entrate si ottengono le informazioni necessarie per calcolare gli Isa. La circolare distingue le modalità di acquisizione dei dati forniti dalle Entrate in puntuale, attraverso il cassetto fiscale, e massiva, con la collaborazione degli intermediari, attraverso il canale Entratel. Gli Isa non trovano applicazione nei casi di inizio attività, cessazione o non normale svolgimento. Esistono ulteriori cause di esclusione e la circolare ne fa un elenco. Gli esclusi dagli Isa non sono tenuti a compilare il modello a meno che non si tratti di contribuenti che esercitano due o più attività d’impresa, non rientranti nel medesimo indice sintetico di affidabilità fiscale, nel caso in cui l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall’Isa relativo all’attività prevalente superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati. Sono parimenti esclusi dagli Isa: gli enti del Terzo settore non commerciali che optano per la determinazione forfettaria del reddito d’impresa; le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfettario; le imprese sociali. I contribuenti hanno la possibilità di indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi non risultanti nelle scritture contabili per migliorare il proprio profilo di affidabilità. Questo determina effetti diretti per l’accesso ai premi. A tal fine il contribuente interessato deve utilizzare, nel modello F24, il codice tributo ‘6494’ per effettuare il versamento integrativo dell’Iva, derivante dall’adeguamento del volume d’affari a seguito dell’applicazione degli Isa. Con l’applicativo ‘Il tuo Isa 2019’ è possibile effettuare il calcolo del singolo indice sintetico di affidabilità fiscale. A tal fine si utilizzano i dati dichiarati dal contribuente relativi al periodo d’imposta 2018 e quelli precalcolati forniti dalle Entrate. L’applicativo dà la possibilità sia di modificare i dati per disattivare eventuali criticità evidenziate dagli Isa, sia di dichiarare ulteriori componenti positivi per migliorare il punteggio degli indicatori che concorrono al calcolo dell’Isa.
(Vedi circolare n. 17 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione delle agevolazioni a favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita nel territorio di Genova
Venerdì, 30 Agosto , 2019
Con la risoluzione n. 73/E del 5 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘ Z161’ per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, delle agevolazioni a favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita nel territorio della Città metropolitana di Genova, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legge 28 settembre 2018 n. 109.
(Vedi risoluzione n. 73 del 2019)

Utilizzo del codice tributo ‘6890’ per consentire la compensazione del credito d’imposta corrispondente alle detrazioni spettanti per interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari
Venerdì, 30 Agosto , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 74/E del 7 agosto 2019, ha esteso l’utilizzo del codice tributo ‘6890’, denominato ‘Ecobonus – Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’articolo 14, commi 2-ter e 2-sexies del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63 e successive modificazioni’, per consentire la compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta corrispondente alle detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari.
(Vedi risoluzione n. 74 del 2019)

Proroga dei versamenti – Nuovi criteri di rateizzazione
Venerdì, 23 Agosto , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 71/E del 1°agosto 2019, illustra la proroga dei versamenti dei modelli Redditi 2019 per l’anno 2018, conseguente alle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 12-quinquies del decreto Crescita convertito (con modificazioni) nella legge n. 58/2019. I contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale nonché quelli collegati (ad esempio i soci di società di persone e quelli di srl in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari) possono eseguire i versamenti a saldo per il 2018 e primo acconto per il 2019 entro il 30 settembre 2019. Entro il 30 ottobre 2019 è possibile eseguire gli stessi versamenti, con la maggiorazione dello 0,40%. Resta ferma la possibilità di versare, prima del 30 settembre, il dovuto in base agli ordinari piani di rateazione, senza beneficiare della proroga. In questo caso, entro il 30 settembre 2019, vanno versate le prima quattro rate, senza interessi. Chi ha già iniziato a pagare a rate, ma vuole usufruire della proroga, è tenuto comunque a completare il versamento delle prime tre rate entro il 30 settembre. Il contribuente che ha diritto alla proroga ed esegue versamenti con scadenze e importi a libera scelta, ossia senza avvalersi del piano di rateazione, è tenuto a versare le differenze dovute a saldo entro il 30 settembre 2019. La proroga al 30 settembre riguarda, in particolare, le persone fisiche ed i soggetti collettivi (società di persone e società di capitali) che esercitano attività per le quali sono stati elaborati i nuovi Isa e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite di 5.164.569 euro. Beneficia della proroga anche chi per il periodo d’imposta 2018 ha applicato il regime forfettario o quello dei minimi.
(Vedi risoluzione n. 71 del 2019)

Chiarimenti in merito al corretto coordinamento tra la normativa riferita al Gruppo Iva e la normativa in tema di fatturazione con riferimento alle fatture di acquisto ricevute dal Gruppo Iva
Venerdì, 23 Agosto , 2019
Con la risoluzione n. 72/E del 1°agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde all’interpello di una società in merito al coordinamento tra le norme riferite al Gruppo Iva e quelle previste in tema di fatturazione delle operazioni disciplinate dal DPR n. 633/1972. Nel caso in cui il Gruppo Iva riceva una fattura con errata indicazione della partita Iva, riportante quella del singolo aderente e non quella del gruppo, ai fini della sua registrazione e dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva è necessario che il contribuente si attivi per la sua regolarizzazione. A tal fine occorre procedure con le modalità indicate dall’art. 6, comma 8, lettera b) del Dlgs 471/1997. Ciò avviene mediante trasmissione dell’autofattura al Sistema d’interscambio. Il documento di prassi amministrativa ritiene comunque che nel caso in esame siano riscontrabili margini di incertezze della procedura del Gruppo Iva in quanto nuova nel panorama legislativo italiano e in quanto i soggetti partecipanti al Gruppo Iva mantengono la titolarità di eventuali autorizzazioni di rilevanza doganale rilasciate dal competente ufficio delle Dogane. Pertanto, alla luce delle obiettive condizioni di incertezza anche operative enunciate, possono essere fatti salvi eventuali comportamenti difformi posti in essere antecedentemente alla pubblicazione della presente risoluzione, sempre che detti comportamenti non abbiano recato danni all’Erario per il mancato assolvimento dell’imposta dovuta.
(Vedi risoluzione n. 72 del 2019)

Credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo
Venerdì, 3 Maggio , 2019
Con la risoluzione n. 40/E del 2 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad una società in merito alla possibilità per la stessa di usufruire del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui all’articolo 3 del dl 23 dicembre 2013 n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014 n. 9, e successive modifiche e integrazioni. E’ la seconda volta che l’Amministrazione finanziaria interviene sul tema soffermandosi in particolare sulla corretta individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione del bonus. Con il documento l’Agenzia risponde a un’istanza di interpello nella quale veniva chiesto di valutare l’ammissibilità al beneficio di un complesso progetto informatico volto alla gestione delle informazioni, dei documenti e delle fasi di controllo che abiliti l’adozione di modelli operativi innovativi e, di conseguenza, l ‘erogazione di migliori servizi ai clienti. L’intervento era basato su un sistema informatico condiviso (c.d. ‘cross-department’) in grado di fornire informazioni di natura tecnica in sede di sopralluogo/installazione/manutenzione/guasto. Per la società istante le attività descritte rientravano nelle c.d. attività di ‘sviluppo sperimentale’. In linea con il parere espresso dal Ministero dello Sviluppo economico, la risoluzione n. 40/E/2019 precisa che le attività descritte non rientrano tra quelle di ricerca e sviluppo che danno accesso al credito d’imposta, in quanto, pur presentando varianti rispetto alle alternative già presenti sul mercato, si basano, comunque su tecnologie già diffuse nel settore di appartenenza della società. Secondo il parere tecnico espresso dal Mise gli investimenti posti in essere dall’impresa sono inquadrabili nella categoria ‘innovazione di processo’ e, in quanto tali, non sono agevolabili agli effetti della disciplina del credito d’imposta.
(Vedi risoluzione n. 40 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari su stampa ed emittenti radio-tv locali
Venerdì, 3 Maggio , 2019
Con la risoluzione n. 41/E dell’8 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘6900’ per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, dopo la realizzazione dell’investimento pubblicitario incrementale, nei limiti dell’ammontare comunicato con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre, ai fini dell’utilizzo del credito d’imposta, il modello F24 è presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del suddetto provvedimento. Nel caso in cui l’importo del credito d’imposta utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare comunicato con il medesimo provvedimento, il relativo modello F24 è scartato. In ogni caso l’agevolazione è utilizzabile nei limiti degli aiuti ‘de minimis’.
(Vedi risoluzione n. 41 del 2019)

Definizione agevolata dei Pvc – Chiarimenti
Venerdì, 3 Maggio , 2019
Il decreto legge n. 119/2018 ha introdotto la possibilità di definire in via agevolata il contenuto integrale dei processi verbali di constatazione consegnati entro il 24 ottobre 2018. La procedura consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione fiscale pregressa. Parliamo di tutte le violazioni contestate nel verbale in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, contributi previdenziali e ritenute, imposte sostitutive, Irap, Ivie, Ivafe e Iva. Il contribuente interessato deve presentare la relativa dichiarazione e versare in autoliquidazione le imposte derivanti dalle violazioni constatate nel Pvc che intende regolarizzare. Per la definizione agevolata del Pvc il soggetto interessato è chiamato a regolarizzare la totalità delle violazioni constatate riferite al singolo periodo di imposta oggetto del processo verbale. A differenza del ravvedimento operoso non è possibile scegliere quali violazioni regolarizzare. Al contribuente, però, viene riconosciuto il beneficio più ampio, consistente nel totale abbattimento di sanzioni ed interessi, rispetto a quello derivante dal ravvedimento. Un’altra differenza è rappresentata dall’esclusione della compensazione ai fini del versamento degli importi dovuti per la definizione agevolata del Pvc, consentita, invece, per il ravvedimento. A fronte di questa limitazione, è però consentita la possibilità di rateizzare gli importi dovuti fino a 20 rate trimestrali. Chi opta per la definizione del Pvc rinuncia ad instaurare un procedimento in contraddittorio con l’ufficio, a differenza delle altre forme di definizione agevolata. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 7/E del 9 aprile 2019, ha fornito alcuni chiarimenti sulla regolarizzazione dei processi verbali di constatazione. Sono definibili le violazioni sostanziali, ovvero le violazioni che hanno inciso sulla determinazione della base imponibile o sul versamento del tributo, con esclusione di quelle relative a settori impositivi diversi da quelli espressamente richiamati dal comma 1 dell’articolo 1 del Dl 119/2018 e di quelle di natura formale che non rilevano sulla determinazione della base imponibile né sul pagamento dei tributi; possono inoltre essere definite anche le violazioni constatate nel Pvc relativamente a periodi di imposta per i quali la dichiarazione risulta omessa. La definizione può interessare anche i periodi di imposta per i quali, alla data di consegna del Pvc, non erano ancora scaduti i termini ordinari per la presentazione della relativa dichiarazione. I contribuenti interessati ad avvalersi della definizione agevolata del Pvc devono presentare, entro il prossimo 31 maggio, la dichiarazione integrativa per i periodi di imposta oggetto di constatazione. In particolare, i contribuenti devono presentare, sempre entro il 31 maggio 2019, la dichiarazione relativa allo specifico periodo d’imposta da definire o più dichiarazioni, se per lo stesso periodo d’imposta sia prevista la presentazione autonoma di una singola dichiarazione per ciascun tributo. Come anticipato il versamento in autoliquidazione delle imposte deve avvenire entro il 31 maggio 2019, senza interessi né sanzioni. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o a rate (massimo 20); il versamento della prima rata deve essere effettuato entro il 31 maggio 2019. Le rate successive alla prima vanno corrisposte entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre. Esclusi dalla regolarizzazione sono i rilievi inerenti alla disciplina dell’abuso del diritto o elusione fiscale.
(Vedi circolare n. 7 del 2019)

Commento alle novità fiscali – Legge di Bilancio 2019 – Primi chiarimenti e risposte a quesiti posti in occasione di eventi organizzati con stampa specializzata
Venerdì, 3 Maggio , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 8/E del 10 aprile 2019, fornisce primi chiarimenti in merito alle novità recate dalle disposizioni di carattere fiscale contenute nella legge di Bilancio 2019. I chiarimenti tengono conto anche delle risposte fornite dall’Amministrazione finanziaria nel corso degli eventi Videoforum Italia Oggi e Telefisco Sole24ore 2019, con particolare riguardo alle novità normative relative all’estensione del regime forfetario, l’imposta sostitutiva per gli imprenditori individuali e i lavoratori autonomi, la disciplina del riporto delle perdite per i soggetti Irpef, il bonus ristrutturazioni, la disciplina dell’iper ammortamento e del Cloud computing e la definizione agevolata dei debiti tributari per i contribuenti in precarie condizioni economiche. In merito al regime forfetario, il documento di prassi chiarisce che i soggetti che nel 2018 erano in regime ordinario hanno la possibilità di passare al regime forfetario senza dover attendere il decorso del triennio previsto per gli esercizi delle opzioni Iva. Via libera al riporto illimitato delle perdite d’impresa maturate prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni per ditte individuali e società di persone in contabilità ordinaria. Le perdite d’impresa antecedenti al 2018, generate dal 2013 al 2017, potranno essere riportate in avanti senza limite temporali e si potranno utilizzare per abbattere i redditi d’impresa dei successivi periodi, tenendo sempre conto dei nuovi limiti di utilizzo. Anche le perdite attribuite ai soci delle Srl trasparenti sono ora riportabili senza limiti di tempo, sempre nei limiti dell’80% degli altri redditi d’impresa conseguiti in ciascun anno e per l’intero importo. Interessano solo i nuovi investimenti i limiti introdotti dal nuovo regime dell’iper ammortamento. Pertanto, gli investimenti realizzati nel 2019 per i quali entro il 31 dicembre 2018 risultava accettato l’ordine dal venditore ed era stato pagato un acconto di almeno il 20% del prezzo totale, rientrano nella disciplina precedente. Per quanto concerne il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, tra le tipologie di spese ammissibili rientrano anche i costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo. La novità produce effetto dal 2019, restando ferma l’esclusione di tali spese nei periodi di imposta precedenti. Ai fini del calcolo del beneficio, a partire dal 2019, il parametro storico dovrà essere ricalcolato, aggiungendo i medesimi costi sostenuti nel triennio 2012-2014. Tuttavia, se l’inclusione nella nuova tipologia di spesa nel calcolo della media storica e dei nuovi investimenti determina una riduzione dell’eccedenza agevolabile, l’impresa potrà rinunciare a tale inclusione. Al contribuente è preclusa la possibilità di beneficiare del bonus verde Irpef del 36% per i lavori di sistemazione di giardini, terrazze e balconi se non si avvale di imprese e professionisti specializzati. Per beneficiare dello sgravio è necessario, infatti, che le spese siano documentabili. Flat tax al 15% sui compensi derivanti da lezioni private e ripetizioni. Le somme saranno escluse dal reddito complessivo e non rileveranno ai fini del riconoscimento e del calcolo di detrazioni, deduzioni e di altre agevolazioni fiscali. Tuttavia, i proventi derivanti dalle ripetizioni saranno computati nella determinazione dell’Isee. Interessa sia le persone fisiche che le società la nuova detrazione fiscale prevista per l’installazione di colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Possono dunque accedere all’incentivo sia i soggetti Irpef che Ires. La cedolare secca sui negozi interessa solo le pertinenze accatastate nelle categorie C/2, C/6 e C/7, se concesse in locazione unitamente al bene principale C/1, ossia a negozi e botteghe. Restano esclusi i laboratori per arti e mestieri e gli appartamenti continui ai locali commerciali e utilizzati come magazzini.
(Vedi circolare n. 8 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche
Venerdì, 3 Maggio , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 42/E del 9 aprile 2019, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite i modelli ‘F24’ e ‘F24 Enti pubblici’ dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto del Ministro dell’Economia 17 giugno 2014, come sostituito dall’articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro dell’Economia 28 dicembre 2018. Il provvedimento prevede che il pagamento dell’imposta sulle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo. A tal fine, l’Agenzia rende noto l’ammontare dell’imposta dovuta in base ai dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema d’interscambio, riportando l’informazione all’interno dell’area riservata del soggetto passivo Iva presente sul sito delle Entrate. Tale disposizione trova applicazione alle fatture elettroniche emesse dal 1°gennaio 2019.
(Vedi risoluzione n. 42 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, sui compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni
Venerdì, 3 Maggio , 2019
Con la risoluzione n. 43/E del 16 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali, sui compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni. Nello specifico i nuovi codici tributi sono: ‘1854’ denominato ‘Imposta sostitutiva Irpef e addizionali regionali e comunali sui compensi per lezioni private e ripetizioni – Acconto prima rata’; ‘1855’ denominato ‘Imposta sostitutiva Irpef e addizionali regionali e comunali sui compensi per lezioni private e ripetizioni – Acconto seconda rata o unica soluzione’ e, infine, ‘1856’ denominato ‘Imposta sostitutiva Irpef e addizionali regionali e comunali sui compensi per lezioni private e ripetizioni – Saldo’.
(Vedi risoluzione n. 43 del 2019)

Trasmissione per via telematica all’Enea delle informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito
Venerdì, 3 Maggio , 2019
La legge di Bilancio 2018 ha previsto la trasmissione, per via telematica, all’Enea, delle informazioni sugli interventi effettuati per la riqualificazione energetica degli edifici. La disposizione trova applicazione a decorrere dal 1°gennaio 2018. Gli interessati, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, sono tenuti alla trasmissione delle informazioni relative agli interventi effettuati per mezzo di un sito web dedicato. Poiché tale sito è operativo dal 21 novembre 2018, per i lavori terminati tra il 1°gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, il termine dei 90 giorni decorre da tale ultima data. Su richiesta degli operatori del settore e delle associazioni di categoria il Mise ha comunque concesso una proroga per la trasmissione dei dati per l’anno 2018, sino alla data del 1°aprile 2019. La trasmissione delle informazioni concerne soltanto gli interventi che comportano risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili. E’ prevista, inoltre, la trasmissione delle informazioni relative all’acquisto nel 2018 di elettrodomestici in classe energetica A+ sempreché collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato dal 1°gennaio 2017. Con il presente documento di prassi amministrativa viene chiarito che la mancata trasmissione all’Enea delle informazioni concernenti gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico, seppure obbligatoria, qualora non effettuata, non determina la perdita del diritto alla detrazione. Infatti, non è prevista alcuna sanzione nel caso in cui non si provveda a tale adempimento.
(Vedi risoluzione n. 46 del 2019)

Anticipo finanziario a garanzia pensionistica (cd Ape)
Venerdì, 21 Dicembre , 2018
L’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (Ape volontaria) può essere riconosciuto dall’Inps in favore dei soggetti residenti all’estero e quelli incapienti. L’Istituto di previdenza nazionale provve-derà a recuperare il credito rivalendosi sul monte ritenute da versare mensilmente all’erario. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 88/E del 17 dicembre 2018. Il documento di prassi amministrativa ha così risposto a un’istanza di interpello di un ente in cui si chiedeva se, in qualità di sostituto di imposta, potesse corrispondere il credito di imposta in favore dei pensionati residenti all’estero che beneficiano del regime fiscale agevolativo previsto dalle convenzioni interna-zionali contro la doppia imposizione fiscale e avesse l’obbligo di riconoscere il credito di imposta ai pensionati appartenenti alla c.d. ‘no tax area’. L’Ape è un prestito corrisposto dall’Istituto finanzia-tore scelto dal richiedente con almeno 63 anni d’età e 20 di contributi che matura il diritto alla pen-sione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi dalla domanda, a condizione che l’importo della pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape richiesta sia pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria. La restituzione del prestito av-viene con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni, a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.
(Vedi risoluzione n. 88 del 2018)

Reddito di lavoro dipendente – Detassazione Premi di risultato
Venerdì, 26 Ottobre , 2018
L’Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 78/E del 19 ottobre 2018 ai premi di risultato e alle misure fiscali agevolative reintrodotte a regime dal 2016. Per l’applicazione del regime agevolato è necessario verificare l’incremento di produttività al termine del periodo congruo previsto dal contratto. La durata del periodo congruo è rimessa alla contrattazione di secondo livello e può essere annuale, infrannuale o ultrannuale. Non è sufficiente che l’obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto. E’ necessario altresì che il risultato conseguito dall’azienda risulti incrementale rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo di maturazione del premio. Il requisito dell’incrementalità è rilevabile dal confronto tra il valore dell’obiettivo registrato all’inizio del periodo congruo e quello risultante al termine dello stesso. Nel caso sottoposto da una società l’Amministrazione finanziaria rileva che l’erogazione del premio di risultato non è subordinata al conseguimento di un risultato incrementale rispetto al risultato registrato dall’azienda all’inizio del periodo di maturazione del premio, ma è ancorato al raggiungimento di un dato stabile, fissato dal contratto aziendale, costituito dal raggiungimento di un valore dell’EBIT e, in relazione al basket di commesse, dal miglioramento del rispetto dei tempi di consegna previsto nei programmi di consegna. In ragione di ciò l’Amministrazione ritiene che il premio di risultato in esame non possa fruire del regime fiscale agevolato.
(Vedi risoluzione n. 78 del 2018)

Il trattamento fiscale dei Classic Repo
Venerdì, 26 Ottobre , 2018
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 79/E del 23 ottobre 2018, ha chiarito che i proventi derivanti dal ‘Classic repo’ rappresentano redditi da capitale, in quanto scaturenti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute. Il documento di prassi amministrativa interviene sul regime fiscale dei Classic Repo (CRP) - chiamato anche ‘sale and repurchase agreements’. Si tratta di un’operazione di riporto/pronti conto termine che comporta, dal punto di vista giuridico, il trasferimento da parte del Venditore a Pronti a favore dell’Acquirente a Pronti di una certa quantità di titoli ad un certo prezzo, con l’obbligo contrattuale da parte del Venditore a Pronti di riacquistare a termine, ad un certo prezzo, una medesima quantità di titoli della stessa specie. Il CPR costituisce un’operazione in base alla quale il venditore a pronti si finanzia a tassi inferiori a quelli che sarebbero applicati in caso di finanziamenti non garantiti, dai titoli oggetto della negoziazione e l’acquirente a pronti impiega la liquidità beneficiando della garanzia dell’operazione. L’Amministrazione finanziaria precisa che i proventi derivanti da questa tipologia contrattuale vanno inclusi nella categoria dei redditi di capitale, disciplinati dagli articoli 44 e 45 del Tuir.
(Vedi risoluzione n. 79 del 2018)

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