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Venerdì, 22 Novembre , 2019
Le multe arrivano anche via web Il premier frena sui pignoramenti
M.Sen. - Corriere della Sera - pag. 9
Un emendamento alla manovra economica prevede la creazione di una piattaforma unica attraverso la quale la pubblica amministrazione dialogherà con i cittadini dotati di ‘domicilio digitale’. In questo modo la Pa potrà notificare online i propri atti, comprese le cartelle esattoriali e le multe. In merito alle nuove regole per la riscossione dei tributi locali il premier Conte ha spiegato che il nuovo sistema non fa altro che equiparare il meccanismo di riscossione dei Comuni a quello dell’Agenzia delle Entrate. Ma le opposizioni non ci stanno e annunciano battaglia. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha accusato la maggioranza di aver bocciato la proroga della sospensione delle tasse nelle zone terremotate. I capigruppo della maggioranza, compatti, gli hanno ricordato che lo stesso emendamento è stato approvato nel decreto terremoto. Luigi Di Maio apre a modifiche sulla plastic tax.

Quante tasse pagheremo?
Mario Sensini - Corriere della Sera - pag. 9
Il Governo, orgogliosamente, sostiene che con la manovra 2020 la pressione fiscale diminuirà di quasi 16 miliardi di euro. Le imprese e i consumatori dicono, invece, che la stessa manovra aumenterà le tasse di oltre 7 miliardi rispetto a quest’anno. Sembra una contraddizione ma non lo è. La causa è nota: l’aumento dell’Iva che incombe sui nostri conti dal 2012, ma che sistematicamente viene rinviato. La verità è che quasi tutto il taglio fiscale di cui parla l’Esecutivo ha solo un effetto contabile, non viene dunque percepito dai cittadini. Se si fanno i conti della manovra al netto dell’operazione Iva, tutto cambia perché le entrate aumentano di 7,5 miliardi nel 2020, di 7,6 nel 2021 e di 4,4 miliardi nel 2022. E il bilancio è negativo anche contando il taglio del cuneo fiscale che vale 3 miliardi l’anno prossimo e 5 miliardi a regime. La cedolare sugli affitti a canone concordato (che non aumenterà) chiude i tagli fiscali della manovra.

Dal revisore unico al collegio: i dubbi su nomina e funzioni
Andrea Cioccarelli e Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - pag. 29
Entro il 16 dicembre le Srl già costituite alla data del 16 marzo scorso e che hanno superato negli ultimi due esercizi i nuovi limiti previsti dall’art. 2477, comma 2, lettera c) del Codice civile devono provvedere alla nomina dell’organo di controllo e, se necessario, adeguare l’atto costitutivo e lo statuto alle nuove disposizioni. Poiché in molti casi sarà necessaria una assemblea straordinaria il tempo stringe. Inoltre non tutto è stato chiarito. Servirebbero infatti chiarimenti sul soggetto da nominare (revisore unico, società di revisione, sindaco o collegio sindacale) e sulle funzioni dell’organo di controllo nominato.

Anche l’Inps riceverà dalle Entrate i 730 per i conguagli
Luca De Stefani - Il Sole 24 Ore - pag. 30
L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento di ieri, protocollo n. 890659, ha reso noto che dal 2020, cioè dai modelli 730 del 2020 relativi ai redditi 2019, anche l’Inps, come tutti gli altri sostituti d’imposta, riceverà tutti i modelli 730-4, contenenti i risultati contabili necessari per le operazioni di conguaglio derivanti dall’assistenza fiscale, dall’Agenzia delle Entrate e non più direttamente dai Caf e dai professionisti, mediante l’utilizzo dei propri canali telematici. (Ved. anche Italia Oggi: ‘730, gestione dei dati contabili estesa all’Inps’ – pag. 37)

Il ricarico presunto va calcolato con gli scontrini
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - pag. 30
Nella quantificazione presuntiva di un maggior ricarico di vendita di beni al dettaglio non si può considerare solo quanto dichiarato in sede di verifica. Occorre considerare il prezzo risultante dagli scontrini fiscali. Non è corretto, inoltre, rilevare le percentuali di ricarico sui prezzi dei prodotti relativi all’anno di esecuzione della vendita e applicarli ai periodi di imposta precedenti. E’ quanto affermato dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 30363 depositata ieri che è particolarmente importante perché affronta questioni concernenti prassi operative spesso utilizzate dai verificatori dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza.

Sì alle aggregazioni: reddito più elevato negli studi associati
Federica Micardi - Il Sole 24 Ore - pag. 31
Competenze, digitalizzazione e aggregazione sono le parole chiave del commercialista del futuro. E’ quanto emerso ieri, a Roma, nel corso del convegno dedicato al ‘Processo di aggregazione e la digitalizzazione negli studi professionali’ organizzato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. In merito all’aggregazione il presidente del Consiglio nazionale, Massimo Miani, ha voluto ricordare che nello studio associato il reddito medio è di 125mila euro e il volume d’affari di 245mila euro; contro i 49mila euro di reddito medio e 80mila euro di volume d’affari di chi svolge la professione in maniera individuale. Il consigliere nazionale Maurizio Grosso ha spiegato che esistono forme di aggregazione meno vincolanti rispetto all’associazione tra professionisti o alla Stp da cui si può passare per avvicinarsi per gradi all’aggregazione con vincoli più stringenti.

Il 2 dicembre l’ingorgo fiscale
Giuliano Mandolesi - Italia Oggi - pag. 31
Il prossimo 2 dicembre scadranno contemporaneamente i termini per l’invio delle dichiarazioni fiscali, delle liquidazioni periodiche del terzo trimestre, dell’esterometro del mese di ottobre e come se non bastasse bisognerà anche procedere al versamento del secondo acconto delle imposte oltre al pagamento delle rate di rottamazione e saldo e stralcio. A regime, la scadenza naturale di questa serie di adempimenti e pagamenti sarebbe il 30 novembre ma cadendo di sabato quest’anno il termine viene posticipato al lunedì successivo ovvero al 2 dicembre.

P.a. lumaca? Ci rimette il fisco
Gianni Macheda e Cristina Bartelli - Italia Oggi - pag. 33
I relatori al decreto legge fiscale hanno depositato in commissione Finanze della Camera alcune proposte emendative. Tra queste spicca lo slittamento dal 23 luglio al 30 settembre del termine per la presentazione del modello 730 e lo stop alle sanzioni in caso di tardivo o omesso versamento diretto delle imposte, a favore di tutti i contribuenti che non hanno potuto assolvere al proprio debito fiscale a causa della illiquidità generata dai tardivi pagamenti della Pa. Tra le proposte figura anche un credito d’imposta fino a 200mila euro per le riqualificazioni alberghiere. Un’altra modifica punta ad ampliare la platea dei contribuenti che possono ottemperare agli adempimenti fiscali utilizzando il mod. 730. Oltre ai lavoratori dipendenti e ai pensionati l’opportunità viene estesa ai titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente senza limitazioni e ai titolari di reddito di lavoro autonomo, con la sola esclusione di quelli derivanti dall’esercizio di arti e professioni e di impresa non occasionali.

Anagrafe rapporti star 2020
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 34
Per effettuare la selezione dei soggetti a maggior rischio evasione l’Agenzia delle Entrate punta sui dati dell’anagrafe dei rapporti finanziari. La sfida è rappresentata dal dialogo delle informazioni contenute nell’anagrafe dei rapporti finanziari con le altre banche dati informative che costituiscono l’anagrafe tributaria. Proprio sulla ottimizzazione di questi incroci di informazioni puntano alcune delle disposizioni contenute nel Ddl di Bilancio 2020, espressamente dedicate alle attività informatizzate di analisi del rischio e selezione delle posizioni. Anche l’ultima circolare sui controlli fiscali, la n. 19/E/2019, fa più volte riferimento alle informazioni presenti nella banca dati prevista dall’art. 7, comma 6, del Dpr 605/1973, quale elemento centrale e decisivo per le attività di selezione e indagine soprattutto nei confronti delle imprese di medie e piccole dimensioni e per i lavoratori autonomi.

Cade la confisca se non c’è il risparmio
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 35
Con la sentenza n. 47103 dello scorso 20 novembre la Corte di cassazione ha sancito che viene meno la confisca diretta sui beni della società se non è stato possibile individuare il risparmio di spesa dell’imprenditore. Gli ‘ermellini’ hanno accolto il ricorso di un manager di Genova. Secondo il ragionamento della Corte è esclusa in linea generale l’applicabilità del sequestro e della successiva confisca diretta in relazione a somme di denaro depositate in epoca successiva al momento di perfezionamento del reato. E’ onere del pm indicare l’ammontare delle utilità esistenti al momento della consumazione del reato nel patrimonio del soggetto nei cui confronti si intende procedere a sequestro o confisca. Cassata la decisione del Tribunale ligure e rinviata ai giudici di merito la decisione in merito ad un nuovo giudizio per individuare l’esatto ambito del risparmio di spesa conseguito.

Le deleghe F24 con più tempo
Fabrizio G. Poggiani - Italia Oggi - pag. 36
Per i non titolari di partita Iva la presentazione dei modelli di delega F24 potrebbe slittare al 2020. Si ritiene, infatti, che l’adempimento non sia da ritenere obbligatorio prima del 27 dicembre prossimo. Il decreto legge fiscale, pubblicato sulla G.U. n. 252 dello scorso ottobre non ha stabilito la data di entrata in vigore per la presentazione dei modelli F24. Nemmeno dalla relazione illustrativa è possibile comprendere con sicurezza la vigenza del nuovo obbligo. Il dl 124/2019 ha apportato alcune modifiche al dl 223/2006, convertito nella legge 248/2006, con l’obiettivo di estendere l’obbligo di utilizzare i servizi telematici messi a disposizione dalle Entrate per la presentazione delle deleghe modello F24 contenenti le compensazioni.

Bonus ristrutturazioni esteso
Pasquale Pirone - Italia Oggi - pag. 37
Ristrutturazioni. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 13/E/2019, ha chiarito che possono essere portate in detrazione Irpef del 50% anche gli oneri derivanti da contenzioso con l’esecutore dei lavori. Ciò che conta ai fini del beneficio è il principio di cassa e non quello in cui è emessa la fattura o sono eseguite le opere. Il requisito indispensabile è che all’inizio dei lavori il soggetto interessato si trovasse in regola con le dovute abilitazioni urbanistiche. Occorre sempre tener presente che, in applicazione del criterio di cassa, la detrazione spetta nel periodo in cui le spese sono sostenute. L’agevolazione compete, pertanto, anche se il pagamento è eseguito in un periodo d’imposta antecedente a quello in cui sono iniziati i lavori o successivo a quello in cui gli stessi sono completati.

Valida notifica al domicilio fiscale
Giovambattista Palumbo - Italia Oggi - pag. 37
E’ valida la notificazione dell’avviso di accertamento presso il domicilio fiscale indicato nella dichiarazione. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 25450 dello scorso 10 ottobre. Infatti, secondo i giudici di legittimità, l’indicazione in dichiarazione da parte del contribuente del Comune di domicilio fiscale e dell’indirizzo va effettuata in buona fede e nel rispetto del principio di affidamento, non essendo tenuta l’Amministrazione finanziaria a controllare l’esattezza del dato indicato. Il contribuente che nella denuncia dei redditi ha indicato il proprio domicilio fiscale in un luogo diverso da quello di residenza non può invocare detta difformità al fine di eccepire l’invalidità dell’avviso di accertamento.

Ecobonus allo sconto in fattura
Roberto Lenzi - Italia Oggi - pag. 38
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 96/E/2019, ha pubblicato i codici tributo che consentono ai fornitori di acquisire il credito Irpef dei propri clienti. Parliamo dello sconto in fattura concesso ai condomini beneficiari della detrazione. Chi esegue i lavori di ristrutturazione, ad esempio il muratore, può acquistare il credito dal cliente, applicando uno sconto in fattura, e questo, a sua volta, può effettuare una cessione ulteriore. Il credito non può essere ceduto a chiunque ma può essere acquistato solo dai fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi o dai loro fornitori. A seconda del tipo di intervento il recupero del credito d’imposta può avvenire in 5 o 10 anni. Questo per molti può limitare l’effetto incentivante del provvedimento. Per questo è stata introdotta la possibilità di ottenere un importo di pari ammontare che può essere concesso sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto.

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