Dal 1995 al Vostro fianco

Professionisti nella Consulenza societaria, tributaria e contrattuale

Servizi

Ambiti di specializzazione

L’esperienza specifica, maturata negli anni da parte dei componenti lo Studio S.A.C.C.E.A., consente l’effettuazione di attività di consulenza fiscale nell’accezione più ampia del termine e, in particolare, nel campo dell’imposizione diretta ed indiretta mediante la:

  • redazione di pareri pro veritate;
  • definizione di appropriate strategie di tax planning in ragione delle iniziative di investimento o di negozi giuridici in genere promuovibili dal Contribuente persona fisica, giuridica o Ente collettivo;
  • assistenza, in sede di predisposizione del bilancio di esercizio, finalizzata alla verifica della corretta applicazione delle disposizioni civilistico-fiscali;
  • redazione delle Dichiarazioni fiscali riferite a persone fisiche, giuridiche o Enti collettivi, con inoltro delle stesse in via telematica;
  • attività di aggiornamento professionale, ove richiesto, a favore del management aziendale;
  • segnalazione ai Clienti, attraverso la predisposizione di idonee Circolari di aggiornamento, delle principali novità introdotte dal Legislatore Fiscale e le risoluzioni interpretative adottate dal Ministero delle Finanze.

L’attività assume una specifica valenza nel settore contabile e nel controllo di gestione e specificamente mediante:

  • la predisposizione e riclassificazione di situazioni economico-patrimoniali in ossequio ai principi civilistici e contabili;
  • la rielaborazione di budget forniti dal Cliente e successiva predisposizione, applicazione e segnalazione dei correttivi ed integrazioni alle metodiche di redazione utilizzate dal Cliente medesimo;
  • la predisposizione ed organizzazione di procedure di controllo, mediante elaborazione di check-list personalizzate in funzione della realtà gestionale dell’azienda;
  • la verifica dei rapporti con i terzi creditori e con i clienti;
  • la verifica dei rapporti e delle condizioni con il sistema creditizio;
  • la predisposizione di procedure e modelli finalizzati all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane impiegate nell’azienda;
  • la verifica del grado di professionalità ed esperienza esprimibile dal personale impiegato in azienda e/o in fase di selezionamento, con indicazione al management della funzione ricopribile nell’organigramma aziendale dalle risorse umane esaminate.

La consulenza societaria si sostanzia nell’esercizio delle seguenti attività:

a) studio di fattibilità di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti, cessioni, acquisizioni) mediante:

  • l’elaborazione di prospetti di valutazione e comparazione degli assets patrimoniali, sulla base dei diversi riflessi conseguibili dalle potenziali tipologie di diversificazione di utilizzo e/o di alienazione, nelle ipotesi di ristrutturazione, riconversione, vendita e/o acquisizione di rami d’azienda;
  • la predisposizione di reports e situazioni patrimoniali funzionali allo scorporo di rami d’azienda, alla redazione di progetti di scissione o fusione societaria;
  • la predisposizione di business plan per la verifica delle condizioni economico-finanziarie e patrimoniali occorrenti alla realizzazione di nuove tipologie di investimento imprenditoriale, con l’indicazione dei riflessi fiscali;

b) predisposizione di atti, delibere sociali e contratti, occorrenti per dare una corretta esecuzione alle decisioni assunte dall’Assemblea dei Soci e/o dall’Organo Amministrativo;

c) consulenza ed assistenza per la risoluzione di problematiche endo-societarie insorte tra gli Organi sociali;

d) definizione delle strategie atte ad assicurare il buon andamento della gestione aziendale, con predisposizione, ove occorrente, di Patti tra i componenti la compagine sociale (sindacato di voto, sindacato di blocco, ecc.).

Lo svolgimento dell’attività di consulenza consiste:

  • nella redazione di pareri pro veritate in merito ad operazioni per le quali possono sussistere aspetti di diversa interpretazione circa gli effetti e la portata fiscale;
  • nel patrocinio diretto e/o per conto di altri Professionisti e Associazioni di categoria, delle controversie insorte tra i Contribuenti e l’Amministrazione Finanziaria;
  • nell’assistenza diretta presso il luogo ove è in corso l’attività di verifica da parte degli Organi dell’Amministrazione Finanziaria;
  • nello studio delle risultanze dei verbali redatti giornalmente dai verificatori;
  • nell’analisi delle poste e/o degli atti oggetto di contestazione, con redazione di istanze, prospetti, relazioni e quant’altro si dovesse rendere utile nel corso della verifica e/o al momento della sottoscrizione da parte del Contribuente del processo verbale di constatazione finale;
  • nell’effettuazione di interventi ed accessi, presso l’Amministrazione Finanziaria, per verificare la percorribilità di ipotesi di definizione della controversia, mediante il ricorso all’Istituto dell’Accertamento con Adesione;
  • nell’analisi di fattispecie per le quali si rende proponibile un’istanza di Autotutela da inoltrarsi agli Uffici periferici della Pubblica Amministrazione per l’annullamento di atti che appaiono essere illegittimi o nulli;
  • nella predisposizione di ricorsi, nei diversi gradi di giudizio, avverso atti emanati dall’Amministrazione Finanziaria nell’esercizio della funzione accertatrice e/o liquidatrice di tributi in genere, la cui competenza per materia è demandata alla Giurisdizione delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali;
  • nell’assistenza e rappresentanza in sede di discussione della controversia innanzi alle Commissioni Provinciali e Regionali;
  • nella predisposizione, con il patrocinio di Studi Legali, di ricorsi innanzi alla Sezione Tributaria della Suprema Corte di Cassazione.

La composizione della tipologia di clientela seguita dallo Studio (Imprese operanti nel settore industriale, dei servizi, Professionisti iscritti nei rispettivi Albi, Gestori di Patrimoni immobiliari) porta ad un costante aggiornamento dei modelli e degli schemi contrattuali al fine di renderli più aderenti possibili ai desiderata dei contraenti e alle opportunità consentite dalle norme vigenti. L’assistenza contrattuale prestata vede i componenti dello Studio impegnati, ove richiesto, con accessi diretti presso la sede del Cliente per delineare le strategie ottimali per la gestione della trattativa, da perfezionarsi con la redazione di contratti personalizzati all’esito del confronto con i rappresentanti della controparte negoziale.

I partners dello Studio sono iscritti all’Albo dei Consulenti Tecnici e dei Periti presso il Tribunale di Bologna ricevendo negli anni, da parte dell’Autorità Giudiziaria, incarichi di sicura valenza nell’ambito dell’accertamento:

  • della sussistenza dei presupposti di bancarotta fraudolenta in procedure concorsuali;
  • della ricostruzione di accadimenti aziendali in contenziosi societari, promossi in sede civile, con valutazione dei riflessi di natura civilistica e fiscale.

La specifica esperienza viene trasfusa anche nell’assunzione di incarichi di:

  • consulente tecnico di parte in contenziosi civili e penali;
  • membro di Collegi Arbitrali.

Lo Studio è altresì strutturato per procedere alla redazione di perizie di:

  • valutazione di Società, di rami d’azienda, anche ai sensi e per gli effetti dell’art. 2343 C.C.;
  • valutazione di compendi immobiliari;
  • ricostruzione dell’asse ereditario in presenza di donazioni effettuate dal de cuius in vita che vanno giuridicamente portate in collazione;
  • valutazione della sussistenza di diritti immateriali per brevetti, marchi, interagendo allo scopo con strutture collegate che operano in Italia e all’Estero.

Lo studio

Lo Studio Associato Commerciale S.A.C.C.E.A. venne costituito nel Gennaio 1995 da Professionisti iscritti nei rispettivi Albi Professionali i quali avvertirono l’esigenza di creare una struttura unica che potesse rispondere, in maniera adeguata, alla richiesta di specializzazione, nelle varie aree di consulenza, caratterizzante il quotidiano rapporto che intercorre tra il Cliente ed il Commercialista.

Vennero così integrate in maniera sinergica le distinte esperienze maturate dagli Associati nell’esercizio della professione intrapresa a partire dal 1989.

Il superamento degli schemi tradizionali, con i quali solitamente si impostavano e cristallizzavano gli Studi caratterizzati dall’esperienza del singolo Professionista, ha consentito negli anni di implementare la specializzazione degli Associati e Collaboratori in distinte branche, superando così il gap, in termini di tempo e di approfondimento delle tematiche, evidenziabile dal Professionista tuttologo.

Lo svolgimento degli incarichi professionali, con l’adozione di procedure di “integrazione collegiale”, ha permesso di soddisfare compiutamente le aspettative dei Clienti, riscuotendo spesso l’apprezzamento da parte dei Professionisti di riferimento dei terzi contraenti con la clientela dello Studio.

Tale lusinghiero effetto ha reso possibile anche l’esercizio di attività di consulenza in affiancamento ad altri Studi professionali (in prevalenza Legali e Commerciali) e ad Associazioni di categoria, venendosi così a creare una forma di collegamento funzionale nell’esecuzione di incarichi complessi, nel pieno rispetto della titolarità del rapporto con il Cliente e/o Associato.

Chi siamo

Dott. Giovanni Errico, iscrizione ~ con anzianità dal 1989 ~ all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna. Revisore legale.
Attività libero professionale svolta precipuamente nelle seguenti specialità:

  • contrattualistica;
  • consulenza ed assistenza societaria;
  • contenzioso tributario;
  • valutazione di aziende;
  • consulenza aziendale e tributaria rivolta ad Imprese;
  • fallimentare anche quale curatore e commissario giudiziale;
  • incarichi in procedimenti civilistici e penali quale CTP, CTU, consulente di Procure
  • amministratore giudiziario, iscritto all’Albo di cui al D.Lg.vo 4 febbraio 2010, n. 14, con svolgimento, negli anni, di complessi incarichi conferitigli dall’Autorità Giudiziaria

Rag. Michele Azzolini, iscrizione ~ con anzianità dal 1995 ~ all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna. Revisore legale.
Attività libero professionale svolta precipuamente nelle seguenti specialità:

  • revisione contabile di Società ed Enti;
  • analisi e riclassificazioni di bilanci;
  • predisposizioni di business plan;
  • consulenza finanziaria e rapporti con il sistema creditizio;
  • assistenza e consulenza in organizzazione aziendale;
  • contenzioso tributario;
  • consulenza aziendale e fiscale rivolta ad Imprese;
  • incarichi in procedimenti civilistici e penali quale CTP, CTU, consulente di Procure

Dott. Luigi Carvelli, iscrizione ~ con anzianità dal 1995 ~ all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna. Revisore legale.
Attività libero professionale svolta precipuamente nelle seguenti specialità:

  • consulenza fiscale rivolta ad Imprese;
  • revisione contabile di Società ed Enti;
  • analisi e riclassificazioni di bilanci;
  • predisposizioni di business plan;
  • assistenza e consulenza in organizzazione aziendale;

Dott. Luigi Carvelli

Rag. Monica Marsigli

Dr. Alfonso Manzo

Rag. Denise Fiorini

Rag. Jacqueline Trubia

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Novità Fiscali

Le ultime notizie del giorno

Chiarimenti sulla detraibilità delle spese di coordinamento nei contratti di appalto e subappalto con general contractor nell’ambito del Superbonus

1 Maggio 2026 |

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 17/E del 29 aprile 2026, ha fornito chiarimenti in merito al corretto inquadramento tributario delle spese sostenute per gli interventi legati al Superbonus, in presenza di contratti di appalto e subappalto stipulati dalle imprese edili incaricate dei lavori. 

I chiarimenti hanno riguardato, in particolare, la correttezza degli esiti dei controlli effettuati dalle Direzioni provinciali nei confronti delle imprese di costruzione che, in qualità di appaltatrici – e avvalendosi anche di imprese subappaltatrici – hanno realizzato i lavori per i quali i committenti hanno potuto fruire dello sconto in fattura. 

Le imprese in parola, oltre a rivestire il ruolo di appaltatrici degli interventi agevolati, hanno assunto anche il ruolo di ‘general contractor superbonus’, obbligandosi verso il committente a gestire anche i rapporti con i vari professionisti coinvolti nei lavori e nelle procedure di asseverazione. 

L’Agenzia ha rilevato che nell’affidamento dei lavori in subappalto, il corrispettivo applicato dall’impresa appaltatrice al committente, nella parte eccedente rispetto a quanto riconosciuto alle imprese subappaltatrici, viene considerato come corrispettivo per attività di mero coordinamento, con conseguente disconoscimento della detraibilità della corrispondente spesa per il committente.

Nei lavori legati al Superbonus diverse imprese edili si sono qualificate sul mercato come ‘general contractor Superbonus’. Si tratta di una espressione ‘atecnica’ dal punto di vista giuridico in quanto la figura del contraente generale è tipica dei contratti pubblici e non trova applicazione nei rapporti tra privati, come quelli relativi al Superbonus. Nel privato, però, vige il principio della piena autonomia negoziale e di conseguenza committente e appaltatore sono liberi di prevedere subappalti totali o parziali. 

Pertanto, nei rapporti tra privati l’operatore che si presenta come general contractor Superbonus non assume alcuna qualifica speciale. La sua natura giuridica dipende solo dalle obbligazioni contrattuali assunte. 

La possibilità di optare per la fruizione del beneficio fiscale sotto forma di sconto sul corrispettivo, direttamente in fattura dal fornitore al committente, ha dato impulso a prassi commerciali e modelli organizzativi di accentramento, in capo ad un unico soggetto, non soltanto del ruolo di ‘appaltatore unico’ ma, anche, di ‘referente amministrativo e finanziario unico’ del committente. Tutto questo relativamente alla realizzazione delle opere, ai servizi professionali tecnici di progettazione ed esecuzione dell’opera, ai servizi professionali di asseverazione e ai servizi amministrativi connessi al rilascio del visto di conformità fiscale. 

Tre le tipologie contrattuali più diffuse nell’ambito del Superbonus: 

  • impresa appaltatrice che realizza gli interventi agevolati, con facoltà di subappalto;
  • mandatario che contrattualizza e paga per conto del committente i professionisti tecnici e fiscali, coordinandoli sul piano amministrativo;
  • commissionario di servizi amministrativi che applica lo sconto in fattura sia sui propri corrispettivi sia su quelli dei professionisti riaddebitati.

 

Distinzione tra general contractor ‘puro’ e general contractor ‘appaltatore’

 

L’Agenzia delle Entrate, in vari documenti di prassi, ha delimitato il perimetro delle spese sostenute in caso di lavori coordinati dal general contractor. 

Di questo si è parlato in tre diverse risposte ad istanze di interpello pubblicate nel 2021 (risposte nn. 254, 261 e 480), a cui ha fatto seguito la circolare n. 23/2022 che ha fornito indicazioni di dettaglio, confermando quanto espresso in occasione delle tre richiamate risposte a interpello. 

Dalla circolare n. 23/E/2022 emerge la nozione di ‘contraente generale’ ossia ‘general contractor’. Sono tali coloro che ‘ su incarico dei committenti (persone fisiche, condòmini) gestiscono i rapporti con le imprese nonché, in taluni casi, con i professionisti e i tecnici, che rilasciano le prescritte asseverazioni, e con i Caf o i professionisti che rilasciano il visto di conformità ai fini dell’opzione per il c.d. sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante al committente’, pur nella piena consapevolezza che ‘tale figura è stata […] normativamente individuata solo dalla disciplina dei contratti pubblici mentre, con riferimento agli interventi edilizi commissionati da soggetti privati, l’attività di ‘contraente generale’ è ordinariamente disciplinata nell’ambito dell’autonomia contrattuale che regola i rapporti privatistici che intercorrono tra il committente/beneficiario delle agevolazioni e le imprese e/o i professionisti’.

Dalla lettura della circolare emerge che ‘ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali, compreso il Superbonus, non rilevano gli schemi contrattuali utilizzati nei rapporti tra committente e general contractor – che attengono esclusivamente a profili civilistici – essendo, invece, necessario che siano debitamente documentate le spese sostenute e rimaste effettivamente a carico del committente/beneficiario dell’agevolazione’. Il corrispettivo corrisposto al general contractor per l’attività di mero coordinamento non rientra tra le spese ammesse al Superbonus in quanto non si tratta di costi direttamente imputabili alla realizzazione dell’intervento agevolato. 

‘In sostanza, il committente può fruire del Superbonus in relazione ai costi che gli vengono addebitati da un’impresa o da un professionista, in qualità di general contractor, per l’esecuzione degli interventi nonché per il rilascio delle asseverazioni, delle attestazioni e del visto di conformità, a condizione che siano documentate le spese sostenute e rimaste effettivamente a carico del predetto committente/beneficiario dell’agevolazione, mentre non è ammesso alla detrazione alcun margine funzionale alla remunerazione dell’attività posta in essere dal general contractor, in quanto esso costituisce costo non incluso tra quelli detraibili’. 

L’Agenzia delle Entrate, già con la circolare n. 30/E/2020, ha confermato che ‘sono agevolabili tutte le spese caratterizzate da una immediata correlazione con gli interventi che danno diritto alla detrazione, specificando che tra le predette spese non rientrano i compensi specificamente riconosciuti all’amministratore per lo svolgimento degli adempimenti dei condòmini connessi all’esecuzione dei lavori e all’accesso al Superbonus. Tale chiarimento è estendibile anche all’eventuale corrispettivo corrisposto al general contractor per l’attività di mero coordinamento svolta e per lo sconto in fattura applicato trattandosi, anche in questo caso, di costi non direttamente imputabili alla realizzazione dell’intervento. Pertanto, tale corrispettivo è, in ogni caso, escluso dall’agevolazione’. 

La detrazione spetta anche quando il general contractor sia una ESCO (energy Service Company) che realizzerà presso vari clienti, privati cittadini o condomìni, interventi di riqualificazione energetica finalizzati alla fruizione del Superbonus.

 

Qualificazione dell’impresa appaltatrice e irrilevanza dell’assetto organizzativo

 

L’impresa che si obbliga nei confronti di un committente privato a realizzare determinate opere in regime di appalto mantiene la qualifica di impresa appaltatrice. Tale qualifica non dipende dalla modalità organizzativa prescelta per l’esecuzione delle opere, ma dall’assunzione dell’obbligazione realizzativa nei confronti del committente. 

La natura di impresa appaltatrice resta sia quando l’impresa esegue i lavori con mezzi e personale proprio, sia quando li affida a terzi, mediante subappalto. In quest’ultimo caso la sua attività si concentra sul coordinamento tecnico dell’intervento, mentre l’esecuzione materiale è svolta dai subappaltatori. In ogni caso, l’impresa resta titolare dell’obbligazione principale verso il committente e, di conseguenza, delle correlate responsabilità civilistiche, amministrative e di sicurezza. 

Ciò che caratterizza l’appalto è l’assunzione dell’obbligazione di risultato verso il committente. La decisione di eseguire i lavori direttamente o tramite subappalto, non incide sulla posizione giuridica né sulle responsabilità in capo all’impresa. 

 

Trattamento fiscale del coordinamento e dello sconto in fattura e principi operativi per gli Uffici

 

Dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate emerge la doppia figura del general contractor che se esplica solo attività di coordinamento è considerato general contractor ‘puro’ mentre, se si occupa anche dell’esecuzione dei lavori riveste il ruolo di general contractor appaltatore. 

Quando il general contractor opera come impresa appaltatrice e svolge anche attività di coordinamento amministrativo, il corrispettivo per il mero coordinamento nell’applicazione dello sconto in fattura non rientra tra le spese ammissibili al Superbonus; restano, invece, detraibili tutti i corrispettivi per l’esecuzione dei lavori. 

Il fatto che la fattura del general contractor rechi esclusivamente i corrispettivi dovuti per l’esecuzione dell’appalto, senza alcuna voce distinta riferita all’attività di mero coordinamento o all’applicazione dello sconto in fattura, non consente una riproposizione automatica in tutto o in parte di tali importi da compensare per opere appaltate a compensi per servizi di coordinamento o per la gestione dello sconto. Una diversa qualificazione richiede infatti una motivazione specifica, supportata da idonei mezzi di prova, che dimostri come una quota del corrispettivo non attenga al normale margine dell’appaltatore nell’ordinaria attività di coordinamento dei lavori, ma si riferisca a un’attività di coordinamento amministrativo distinta e autonomamente remunerata. 

 

Conclusioni

 

Per valutare correttamente la detraibilità delle spese è fondamentale distinguere tra le due tipologie di general contractor. Se il suo operato è di semplice coordinamento il relativo compenso non è imputabile ai lavori agevolati e, dunque, al Superbonus; pertanto, il general contractor c.d. ‘puro’ non ha diritto alla detrazione e allo sconto in fattura. Qualora, invece, il general contractor riveste il ruolo dell’appaltatore, il suo corrispettivo sarà detraibile o sarà possibile per lui accedere allo sconto in fattura. Naturalmente questo richiede il rispetto delle condizioni di legge, dei limiti di congruità, dei massimali previsti. 

Ridenominazione del codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti di cui all’articolo 8 Dl n. 38/2026

1 Maggio 2026 |

Il decreto legge n. 38/2026 all’articolo 8 ha introdotto, per l’anno 2026, un contributo, sotto forma di credito d’imposta. 

Per consentire la fruizione in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta in parola l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 14/E/2026 ha istituito il codice tributo ‘7079’.

Con la risoluzione n. 16/E del 23 aprile 2026 l’Amministrazione finanziaria ha provveduto a ridenominare il codice tributo ‘7079’ in ‘7079’ – denominato ‘Credito d’imposta – Articolo 8, del decreto legge 27 marzo 2026 n. 38’. Non cambiano le modalità di compilazione del modello F24 indicate nella risoluzione n. 14/E/2026. 

Ridenominazione dei codici tributo per il versamento delle imposte del regime opzionale di tassazione alternativa per le imprese estere controllate (Cfc)

1 Maggio 2026 |

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 15/E del 16 aprile 2026, adegua il modello F24 alle novità del Tuir che hanno modificato la disciplina dell’opzione prevista per le imprese estere controllate (Cfc). 

Per consentire ai soggetti controllanti di effettuare i versamenti delle imposte del regime opzionale di tassazione alternativa per le imprese estere controllate, l’Agenzia ha fornito le dovute istruzioni.

L’Amministrazione finanziaria ha provveduto anche a rideterminare i codici tributo per il versamento dell’imposta disciplinata dall’articolo 167, comma 4-ter del Tuir. L’aggiornamento si è reso necessario a seguito delle modifiche operate dal decreto legge n. 84/2025, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2025 n. 108. 

Ad essere ridenominati sono i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 64/E/2024. Restano ancora valide le modalità di compilazione del modello F24 contenute nella richiamata risoluzione n. 64/E/2024. 

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti di cui all’art. 8 Dl n. 38/2026

1 Maggio 2026 |

Per l’anno 2026 il legislatore ha previsto un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari all’89,77% dell’importo richiesto dalle aziende che hanno presentato le comunicazioni di cui all’articolo 38, comma 10, primo periodo, del decreto legge n. 19/2024 – ‘Transizione 5.0’, e che hanno ricevuto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione che l’investimento risponde tecnicamente ai requisiti di ammissibilità previsti dal decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy 24 luglio 2024. 

Il credito d’imposta in parola è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 entro il 31 dicembre 2026. 

Al GSE spetta il compito di trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie e l’importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni. 

Ciascun beneficiario può visualizzare l’ammontare dell’agevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale. 

Per consentire l’utilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, tramite il modello F24 da presentare attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, la stessa ha istituito il codice tributo ‘7079’ denominato ‘Credito d’imposta – Transizione 5.0 – Articolo 8, del decreto legge 27 marzo 2026 n. 38’. 

Istituzione della causale per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, delle sanzioni e degli interessi di spettanza della Cassa dottori Commercialisti

1 Maggio 2026 |

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 1°aprile 2026, ha istituito la causale contributo per il versamento, tramite il modello F24, dei contributi previdenziali e assistenziali, delle sanzioni e degli interessi di spettanza della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei dottori commercialisti. 

La nuova causale contributo è la seguente: ‘E150’ denominata ‘Cassa Nazionale di previdenza e assistenza a favore dei Dottori commercialisti – adempimenti CNPADC’. 

Rassegna Fiscale

Le ultime notizie del giorno

Piano casa, obiettivo quota 100mila Risorse per quattro miliardi

30 Aprile 2026 | Corriere della Sera - Andrea Ducci - Pag. 16

Il Consiglio dei ministri, convocato per oggi, dovrà mettere mano a un nuovo provvedimento per prorogare il taglio delle accise. Il Governo sarebbe orientato ad una riduzione più mirata sul gasolio rispetto alla benzina, perché quest’ultima è rincarata di meno dopo lo scoppio della guerra nel Golfo. La misura dovrebbe durare due settimane, ma molto dipende dalle coperture. In discussione anche il credito d’imposta per l’autotrasporto per dare un segnale alla categoria che ha annunciato uno sciopero dal 25 al 29 maggio. Oggi in Cdm sarà illustrato il Piano casa che stanzia circa 4 miliardi di euro per ‘superare l’approccio emergenziale al disagio abitativo e promuovere il diritto alla casa attraverso politiche orientate alla sostenibilità, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente, alla rigenerazione urbana, alla coesione sociale e al contenimento del consumo di suolo’. Il Governo vuole dare un segnale concreto, avviando interventi di recupero e ristrutturazione di 50 mila alloggi popolari oggi inagibili o non utilizzabili. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Sulle accise sconti alleggeriti, con più risorse per il gasolio’ e ‘Dalle case popolari alle semplificazioni, il Piano casa da 4 miliardi al traguardo’ – pag. 3)

La maggioranza chiede la revisione dei vincoli europei Il duello con l’opposizione

30 Aprile 2026 | Corriere della Sera - Mario Sensini - Pag. 17

Prevale la linea della prudenza. Nessun scostamento di bilancio, dunque, almeno per ora e comunque non prima di aver provato a convincere la Commissione europea ad attivare le deroghe al Patto di Stabilità. La Lega avrebbe voluto di più ma Forza Italia e Fratelli d’Italia invitano alla cautela. Alla luce di ciò il Documento di finanza pubblica che sarà votato oggi alla Camera, non dovrebbe contenere sorprese. Nessuno strappo alle regole. L’Esecutivo verrebbe invitato dalla maggioranza a chiedere a Bruxelles l’attivazione ‘di tutto ciò che è utile’ per sfruttare ogni flessibilità prevista dalle regole di governo della finanza pubblica in Europa. Flessibilità che dovrebbe permettere di sforare il 3% di deficit senza incorrere in ulteriori sanzioni. La deroga oggi è prevista solo per le spese di difesa e sicurezza, ma il Governo sarebbe invitato a chiederne l’attivazione per fronteggiare gli extra costi legati alla crisi energetica e all’inflazione. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Conti, il Parlamento chiede ‘flessibilità’ sulle regole Ue’ – pag. 3)

Fisco, il caso degli errori sui rimborsi. L’Agenzia: risolti

30 Aprile 2026 | Corriere della Sera - Massimiliano Jattoni Dall’Asén - Pag. 32

Da oggi pomeriggio la dichiarazione precompilata 2026 sarà disponibile nell’area riservata del sito alla sezione ‘Dichiarazione precompilata’. L’Agenzia delle Entrate rassicura che le anomalie riscontrate nelle scorse settimane nelle Certificazioni Uniche sono state corrette e già ritrasmesse, consentendo l’aggiornamento delle dichiarazioni. Fino al 14 maggio la precompilata sarà consultabile solo in modalità visualizzazione e, in caso di ulteriori errori, i sostituti d’imposta potranno inviare certificazioni rettificative. I contribuenti interessati saranno informati della presenza della Cu rettificativa nel cassetto fiscale con un avviso personalizzato. La precisazione arriva dopo l’allarme lanciato da Cgil e Caaf sulla quota ‘significativa’ di Certificazioni Uniche, contenenti errori tali da compromettere il corretto accesso ai benefici fiscali per i lavoratori dipendenti. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Cgil: rischio precompilate per certificazioni errate Le Entrate: 730 aggiornati’ – pag. 2)

Partite Iva, concordato verso il rinvio al 31 ottobre

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - J.M. Del Bo, M.Mobili, G.Parente - Pag. 2

Restyling in corso sul concordato preventivo biennale. Al fine di rendere lo strumento più conveniente e appetibile il viceministro all’Economia, Maurizio Leo ha anticipato che per il biennio 2026-2027 il termine di adesione slitta dal 30 settembre al 31 ottobre. In questo modo si allinea la scadenza con quella per la presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi, Irap e degli Isa. Anche un’altra scadenza è destinata alla proroga, ovvero il rilascio del software per la proposta dell’accordo che per quest’anno slitta dal 15 aprile al 15 maggio. Tempo in più per recepire le modifiche contenute nel decreto fiscale presentato dal FdI che prevede anche ‘premi fedeltà’ per coloro che hanno aderito al patto con il Fisco e che ora devono rinnovarlo. L’intento è quello di alzare le soglie degli esoneri dall’obbligo del visto di conformità per compensare crediti non oltre i 100 mila euro per l’Iva e non oltre i 70 mila euro per imposte dirette e Irap e quelle per apporre il visto o presentare la garanzia per i rimborsi Iva non oltre i 100 mila euro. 

La Ue: aiuti di Stato fino al 70% per trasporti, agricoltura, pesca

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Beda Romano - Pag. 4

Lo shock energetico della guerra nel Golfo costringe Bruxelles a varare nuove misure di flessibilità nell’uso degli aiuti di Stato. I settori maggiormente colpiti dalla crisi economica ovvero agricoltura, pesca e trasporti, potranno godere di sussidi nell’acquisto di carburanti e fertilizzanti. Sono previste procedure semplificate e aiuti fino a 50 mila euro per beneficiario, oltre a rimborsi energetici per imprese energivore. Le misure sono temporanee e mirano a contenere gli effetti della crisi. Resta però il dubbio che interventi ad hoc possano distorcere il mercato unico e favorire i Paesi più solidi. La Commissione europea ribadisce che la transizione energetica è la soluzione strutturale alla crisi. Intanto, l’aumento dei costi energetici e le tensioni geopolitiche fanno temere effetti economici duraturi. (Ved. anche Italia Oggi: ‘L’Ue eleva gli aiuti di stato’ – pag. 24)

Scostamento, deroga e nuovo Patto: a cosa punta l’Italia

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Gianni Trovati - Pag. 4

Crisi energetica. Il Governo italiano preme per la sospensione generalizzata del Patto di Stabilità sostenendo che la ‘grave congiuntura negativa nella zona euro o nell’Unione nel suo complesso’ che la giustifica vada ‘prevenuta e non subita o attesa’. Visto che la Commissione europea non si muove, Roma ‘non esclude’ di chiedere l’attivazione della clausola nazionale, motivata dalle ‘circostanze eccezionali al di fuori del controllo dello Stato membro’ con ‘rilevanti ripercussioni sulle sue finanze pubbliche’. Lo scostamento non sarebbe dagli obiettivi di deficit, ma dalle traiettorie di spesa primaria netta. L’Italia chiederebbe quindi di poter aumentare la spesa pubblica, calcolata al netto di interessi, entrate discrezionali, fondi Ue, cofinanziamenti nazionali e sussidi ciclici alla disoccupazione, più di quanto concordato con Bruxelles nel Piano strutturale di bilancio di fine 2024. 

Iperammortamento, non c’è obbligo di polizza catastrofale

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Carmine Fotina - Pag. 11

Esodati da Transizione 5.0. Ieri il Gse ha spedito le prime Pec alle imprese che erano rimaste in coda in relazione agli investimenti del 2025 e che a causa dell’esaurimento delle risorse erano rimaste fuori dal beneficio.  Il decreto fiscale dello scorso 27 marzo ha provveduto a rimettere ordine stanziando nuovi fondi. Lo stesso decreto ha stabilito che alle imprese spetta un credito d’imposta pari all’89,77% di quello spettante con riferimento ai soli investimenti in beni strumentali e spese per la formazione del personale. La nuova versione di Transizione 5.0, che prevede l’iperammortamento attende ora il via libera della Ragioneria dello Stato. Dai primi webinar emerge che per accedere all’iperammortamento non sarà necessario sottoscrivere una polizza catastrofale.

Indagini bancarie legittime solo se l’autorizzazione è nel fascicolo

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Alessandro Galimberti - Pag. 36

La Cassazione tributaria, con l’ordinanza n. 11368/2026 pubblicata lo scorso 27 aprile, mette un limite alla utilizzabilità delle indagini bancarie. Sono legittime solo se l’autorizzazione della Guardia di Finanza è parte integrante dell’avviso di accertamento. Pertanto, se il documento non viene allegato all’atto, il contribuente non può verificare se le indagini che lo riguardano sono state svolte nei limiti di tempo e secondo gli scopi fissati dal Comando generale. La Cassazione cambia dunque orientamento e considera le autorizzazioni ‘provvedimenti legittimanti l’esercizio del potere istruttorio’ e non invece un semplice ‘controllo interno’ della Gdf sul corretto utilizzo dei poteri investigativi. 

Detrazioni familiari a carico, perimetro ridotto nel 730

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Gianluca Dan - Pag. 37

Dichiarazioni. Dal 2025 è cambiato il sistema delle detrazioni per familiari a carico. Sono considerati fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel 2025 hanno maturato un reddito complessivo pari o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili, limite elevato a 4 mila euro per i figli di età non superiore a 24 anni comprendendo nel conteggio eventuali redditi dei fabbricati assoggettati a cedolare, le mance per i lavoratori del settore privato e i redditi dei forfettari. Le detrazioni competono per il coniuge non separato, i figli compresi quelli adottivi e i figli conviventi del coniuge deceduto di età pari o superiore a 21 anni, ma inferiore a 30, nonché quelli di età superiore a 30 anni se disabili. Dal 2025 non è più possibile fruire della detrazione per familiari fiscalmente a carico, anche se conviventi con il contribuente, per il coniuge separato, i discendenti dei figli, i generi e le nuove, il suocero  e la suocera e per i fratelli e le sorelle. 

Esodati, le lettere del Gse per compensare i crediti

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Luca Gaiani - Pag. 39

Comunicazioni. Per gli esodati del bonus transizioni 5.0 parte la corsa alla compensazione dei crediti entro la fine del 2026. Il Gse, ieri, ha iniziato a trasmettere ai contribuenti le comunicazioni che riconoscono il credito nella misura dell’89,77%. Per la scadenza di lunedì 18 maggio, le imprese interessate sono chiamate a verificare che l’Agenzia delle Entrate abbia confermato il credito inserendolo nel loro cassetto fiscale. Dopo che il Dl 42/2026 ha corretto al rialzo la misura della percentuale di credito attribuita alle imprese che, pur avendo effettuato nel 2025 investimenti con i requisiti transizione 5.0, erano rimaste escluse dal bonus per mancanza di fondi, sono ora in arrivo le comunicazioni con cui il Gse conferma l’importo del credito compensabile. 

Il bonus mobili cambia pelle

30 Aprile 2026 | Italia Oggi - Francesco Cerisano - Pag. 20

Un emendamento al decreto fiscale potrebbe cambiare pelle al bonus mobili ed elettrodomestici. Il bonus, dal 2027, potrebbe diventare strutturale e sarà ancorato ad una percentuale, pari al 15%, del totale delle spese di ristrutturazioni edilizie ammesse alla detrazione Irpef del 50%. La modifica eviterebbe di dover ogni anno  riprorogare l’agevolazione e avrebbe un doppio beneficio: consentire il potenziale superamento dell’attuale tetto di 5 mila euro ed evitare alcuni utilizzi impropri dell’attuale bonus che, essendo previsto in cifra fissa, spingerebbe a realizzare piccoli interventi di ristrutturazione edilizia pur di poterne usufruire. 

Ocse, ok ai crediti d’imposta

30 Aprile 2026 | Italia Oggi - Matteo Rizzi - Pag. 23

Una guida pubblicata dall’Ocse analizza come progettare stimoli agli investimenti. L’organizzazione parigina promuove gli incentivi fiscali costruiti sul modello dell’iperammortamento e dei crediti d’imposta per gli investimenti, in quanto collegano il beneficio fiscale alla spesa effettivamente sostenuta dalle imprese. Il documento distingue due tipologie di incentivi fiscali: quelli basati sulle spese e quelli basati sul reddito. I primi, come crediti d’imposta, deduzioni o ammortamenti accelerati, sono considerati più efficienti perché collegano direttamente il beneficio fiscale all’investimento effettuato. I secondi, come esenzioni o aliquote ridotte sugli utili, tendono a favorire imprese già redditizie, che in molti casi non necessitano di un incentivo per investire. Questo comporta un rischio di inefficienza, con risorse pubbliche destinate a sostenere attività che si sarebbero comunque realizzate. 

Rassegna Legale

Le ultime notizie del giorno

Lavoro, con gli sgravi attesi 110.700 contratti stabili in più

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Giorgio Pogliotti, Claudio Tucci - Pag. 9

Con gli sgravi previsti nel decreto Lavoro varato dal Governo martedì si stimano 110.700 nuovi contratti stabili. In un triennio è previsto uno stanziamento di 934 milioni. Verranno utilizzati per il  bonus under 35, per la trasformazione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato sempre di giovani, per il bonus donne e per incentivare il lavoro stabile degli over 35 disoccupati della Zes Unica per il Mezzogiorno. Il decreto Lavoro ha apportato modifiche agli incentivi. Per quanto concerne l’esonero giovani ‘Neet e inattivi’ le norme nuove prevedono un incentivo per i contratti a tempo indeterminato sottoscritti fino a fine anno. L’esonero è del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale con meno di 35 anni privi da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito. Nella Zes Unica l’importo sale a 650 euro. La durata dell’incentivo è di 12 mesi per alcune categorie di lavoratori svantaggiati. 

Contratti scaduti, in attesa di rinnovo 4,1 milioni di lavoratori

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - G.Pog. - Pag. 9

Sono più di 4 milioni i lavoratori dipendenti con un contratto scaduto che attendono il rinnovo. Tra loro 1,2 milioni sono del settore privato e 2,8 milioni della PA. Tra marzo 2025 e marzo 2026, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è passato dal 23,1 a 14,9 mesi, mentre per il totale dei dipendenti è sceso da 10,9 a 4,7 mesi. I dati dell’Istat evidenziano una delle principali ragioni che determina la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni reali dei lavoratori che sono ancora inferiori ai livelli del 2021: i ritardi nei rinnovi dei Ccnl. Per effetto dei 7 contratti recepiti nel primo trimestre 2026, restano ancora 29 contratti da rinnovare, anche se la quota di dipendenti con il contratto scaduto si è ridotta: a marzo 2026 è pari al 31,2%, in diminuzione rispetto al mese precedente (31,7%) e rispetto a marzo 2025 (47,3%).

Rider, se la regìa è dell’algoritmo scatta subito il lavoro subordinato

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Ivan Cimmarusti - Pag. 9

Sui rider le norme cambiano. Il decreto Primo Maggio, infatti, riscrive le regole del lavoro digitale e introduce una svolta destinata a pesare soprattutto nel food delivery. L’articolo 12, infatti, stabilisce che quando emergono ‘indici di controllo o eterodirezione’, anche attraverso algoritmi, il rapporto professionale si presume di natura subordinata, salvo prova contraria. L’effetto sarà dirompente perché ora spetterà alla piattaforma provare l’opposto. Ovvero, spiegare come assegna le consegne, come calcola i compensi, come registra i rifiuti. E come, eventualmente, li penalizza. È il rovescio di 15 anni di contenziosi ed è anche l’applicazione della direttiva europea 2024/2831, ora recepita nell’ordinamento italiano, con l’obiettivo di rafforzare le tutele dei lavoratori delle piattaforme digitali. 

Conciliazione inoppugnabile solo se prevista dal contratto

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Giampiero Falasca - Pag. 40

La conciliazione firmata in sede sindacale può beneficiare del regime di inoppugnabilità previsto dall’articolo 2113, comma 4, del Codice civile solo se è svolta nelle sedi e secondo le modalità previste dalla contrattazione collettiva; in mancanza di tali presupposti, l’accordo si configura come una normale transazione, soggetta al regime ordinario di impugnabilità. Questo il principio affermato dalla Corte d’appello di Milano, con la sentenza n. 5678 del 24 settembre 2025, destinata ad incidere profondamente sulle prassi di gestione delle conciliazioni. La vicenda giudiziaria trae origine da un rapporto di lavoro nel settore del trasporto merci, nel corso del quale il dipendente ha lamentato differenze retributive, trattenute indebite e un infortunio sul lavoro. 

Avvocati, il reddito medio sfiora 60 mila euro

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Pag. 40

Migliora la situazione reddituale degli avvocati. Emerge dall’indagine fatta da Cassa Forense e Censis presentata ieri a Roma. Resta marcato, tuttavia, il gap di genere. Le donne guadagnano in media il 50% in meno dei colleghi maschi. Il reddito complessivo Irpef degli avvocati ha raggiunto gli 11,2 miliardi di euro, mentre il volume d’affari complessivo ha superato i 16 miliardi. Il reddito medio si attesta a 51.912 euro (+8,9%). L’età media degli iscritti a Cassa Forense, nel 2025, è di 49,5 anni. 

Infortuni, a fine prognosi rientro senza certificato medico ‘definitivo’

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Mauro Pizzin - Pag. 40

Nella circolare n. 17/2026 l’Inail afferma che in caso di infortunio o di malattia professionale, il lavoratore può riprendere l’attività al termine del periodo di prognosi riconosciuto nell’ultimo certificato ricevuto dall’Inail senza necessità di produrre una certificazione medica cosiddetta ‘definitiva’; nel caso, invece, in cui intenda rientrare al lavoro in anticipo potrà farlo solo in presenza di un certificato rilasciato da qualunque medico che riduca la durata della prognosi originariamente indicata. La circolare fornisce le istruzioni per la gestione della certificazione medica di infortunio o malattia professionale alla luce delle nuove esigenze organizzative derivanti dall’estensione della tutela a nuove categorie di soggetti assicurati, dalle modalità di trasmissione telematica della certificazione medica, nonché dall’applicabilità di sistemi di sanità digitale agli accertamenti medico-legali. 

Nordio all’Anm: slitta il Gip collegiale Stallo invece sull’ufficio del processo

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - Giovanni Negri - Pag. 41

Dopo il referendum si è tenuto un incontro tra il Guardasigilli Nordio, Associazione nazionale magistrati e Consiglio nazionale forense, in un clima più disteso e costruttivo. Il presidente Anm Giuseppe Tango ha sottolineato la volontà di tornare a lavorare sui problemi concreti della giustizia. Apertura del ministro sul rinvio della collegialità dei Gip finché non ci saranno organici più adeguati. Dubbi dell’Anm sull’uso futuro degli addetti all’ufficio del processo, che potrebbero essere spostati verso le cancellerie. Sulle carceri si riconosce l’emergenza, ma senza nuovi interventi rilevanti; la depenalizzazione resta solo un’ipotesi. Intanto, la maggioranza riavvia l’iter della riforma della prescrizione, con tempi di approvazione ancora incerti e probabilmente dopo l’estate. 

Concluso l’esame del ddl sulla pubblicità delle assoluzioni

30 Aprile 2026 | Il Sole 24 Ore - G.Ne. - Pag. 41

La commissione Giustizia della Camera ha terminato l’esame del Ddl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione e dei provvedimenti di archiviazione. Due i subemendamenti presentati per evitare che la pubblicazione debba necessariamente coprire uno spazio identico a quello occupato dalla notizia data alle indagini e al processo e poi, per evitare sanzioni da parte del Garante della privacy. Il testo, dopo aver ottenuto il via libera dell’Anm e delle Camere penali, sarà in Aula dall’11 maggio. 

Contratti, la p.a. va all’incasso

30 Aprile 2026 | Italia Oggi - Dario Ferrara - Pag. 21

Con una sentenza dello scorso 28 aprile le Sezioni Unite della Cassazione chiudono una serie di contrasti giurisprudenziali. La nullità del contratto non impedisce alla PA di proporre l’azione di arricchimento ingiustificato. A patto che la nullità scaturisca solo dall’inosservanza della forma scritta richiesta dalla legge e non dal contrasto con l’ordine pubblico o da frode alla legge. Se ha patito una diminuzione patrimoniale dall’esecuzione del contratto nullo, l’ente pubblico può proporre domanda ex art. 2014 c.c., che tuttavia è sussidiaria rispetto all’azione di ripetizione dell’indebito di cui all’art. 2033 c.c.: l’una può essere proposta solo se mancano dall’origine i presupposti dell’altra. 

L’avvocatura pronta al rilancio

30 Aprile 2026 | Italia Oggi - Simona D’Alessio - Pag. 27

Diminuisce il numero degli avvocati iscritti a Cassa Forense ma aumentano i redditi medi. Resta, tuttavia, un forte divario di genere: guadagni molto più altri tra gli avvocati uomini rispetto alle donne. Diminuisce la quota di professionisti che si percepiscono in difficoltà economica rispetto al passato. La riforma della professione è attesa in Aula a maggio. L’obiettivo è quello di una rapida approvazione. La categoria invecchia e resta dominata dagli studi individuali, mentre i giovani più spesso lavorano in collaborazione. Si chiedono interventi su fisco e welfare per sostenere la professione e contrastare il calo degli iscritti. 

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