Dal 1995 al Vostro fianco

Professionisti nella Consulenza societaria, tributaria e contrattuale

Servizi

Ambiti di specializzazione

L’esperienza specifica, maturata negli anni da parte dei componenti lo Studio S.A.C.C.E.A., consente l’effettuazione di attività di consulenza fiscale nell’accezione più ampia del termine e, in particolare, nel campo dell’imposizione diretta ed indiretta mediante la:

  • redazione di pareri pro veritate;
  • definizione di appropriate strategie di tax planning in ragione delle iniziative di investimento o di negozi giuridici in genere promuovibili dal Contribuente persona fisica, giuridica o Ente collettivo;
  • assistenza, in sede di predisposizione del bilancio di esercizio, finalizzata alla verifica della corretta applicazione delle disposizioni civilistico-fiscali;
  • redazione delle Dichiarazioni fiscali riferite a persone fisiche, giuridiche o Enti collettivi, con inoltro delle stesse in via telematica;
  • attività di aggiornamento professionale, ove richiesto, a favore del management aziendale;
  • segnalazione ai Clienti, attraverso la predisposizione di idonee Circolari di aggiornamento, delle principali novità introdotte dal Legislatore Fiscale e le risoluzioni interpretative adottate dal Ministero delle Finanze.

L’attività assume una specifica valenza nel settore contabile e nel controllo di gestione e specificamente mediante:

  • la predisposizione e riclassificazione di situazioni economico-patrimoniali in ossequio ai principi civilistici e contabili;
  • la rielaborazione di budget forniti dal Cliente e successiva predisposizione, applicazione e segnalazione dei correttivi ed integrazioni alle metodiche di redazione utilizzate dal Cliente medesimo;
  • la predisposizione ed organizzazione di procedure di controllo, mediante elaborazione di check-list personalizzate in funzione della realtà gestionale dell’azienda;
  • la verifica dei rapporti con i terzi creditori e con i clienti;
  • la verifica dei rapporti e delle condizioni con il sistema creditizio;
  • la predisposizione di procedure e modelli finalizzati all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane impiegate nell’azienda;
  • la verifica del grado di professionalità ed esperienza esprimibile dal personale impiegato in azienda e/o in fase di selezionamento, con indicazione al management della funzione ricopribile nell’organigramma aziendale dalle risorse umane esaminate.

La consulenza societaria si sostanzia nell’esercizio delle seguenti attività:

a) studio di fattibilità di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti, cessioni, acquisizioni) mediante:

  • l’elaborazione di prospetti di valutazione e comparazione degli assets patrimoniali, sulla base dei diversi riflessi conseguibili dalle potenziali tipologie di diversificazione di utilizzo e/o di alienazione, nelle ipotesi di ristrutturazione, riconversione, vendita e/o acquisizione di rami d’azienda;
  • la predisposizione di reports e situazioni patrimoniali funzionali allo scorporo di rami d’azienda, alla redazione di progetti di scissione o fusione societaria;
  • la predisposizione di business plan per la verifica delle condizioni economico-finanziarie e patrimoniali occorrenti alla realizzazione di nuove tipologie di investimento imprenditoriale, con l’indicazione dei riflessi fiscali;

b) predisposizione di atti, delibere sociali e contratti, occorrenti per dare una corretta esecuzione alle decisioni assunte dall’Assemblea dei Soci e/o dall’Organo Amministrativo;

c) consulenza ed assistenza per la risoluzione di problematiche endo-societarie insorte tra gli Organi sociali;

d) definizione delle strategie atte ad assicurare il buon andamento della gestione aziendale, con predisposizione, ove occorrente, di Patti tra i componenti la compagine sociale (sindacato di voto, sindacato di blocco, ecc.).

Lo svolgimento dell’attività di consulenza consiste:

  • nella redazione di pareri pro veritate in merito ad operazioni per le quali possono sussistere aspetti di diversa interpretazione circa gli effetti e la portata fiscale;
  • nel patrocinio diretto e/o per conto di altri Professionisti e Associazioni di categoria, delle controversie insorte tra i Contribuenti e l’Amministrazione Finanziaria;
  • nell’assistenza diretta presso il luogo ove è in corso l’attività di verifica da parte degli Organi dell’Amministrazione Finanziaria;
  • nello studio delle risultanze dei verbali redatti giornalmente dai verificatori;
  • nell’analisi delle poste e/o degli atti oggetto di contestazione, con redazione di istanze, prospetti, relazioni e quant’altro si dovesse rendere utile nel corso della verifica e/o al momento della sottoscrizione da parte del Contribuente del processo verbale di constatazione finale;
  • nell’effettuazione di interventi ed accessi, presso l’Amministrazione Finanziaria, per verificare la percorribilità di ipotesi di definizione della controversia, mediante il ricorso all’Istituto dell’Accertamento con Adesione;
  • nell’analisi di fattispecie per le quali si rende proponibile un’istanza di Autotutela da inoltrarsi agli Uffici periferici della Pubblica Amministrazione per l’annullamento di atti che appaiono essere illegittimi o nulli;
  • nella predisposizione di ricorsi, nei diversi gradi di giudizio, avverso atti emanati dall’Amministrazione Finanziaria nell’esercizio della funzione accertatrice e/o liquidatrice di tributi in genere, la cui competenza per materia è demandata alla Giurisdizione delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali;
  • nell’assistenza e rappresentanza in sede di discussione della controversia innanzi alle Commissioni Provinciali e Regionali;
  • nella predisposizione, con il patrocinio di Studi Legali, di ricorsi innanzi alla Sezione Tributaria della Suprema Corte di Cassazione.

La composizione della tipologia di clientela seguita dallo Studio (Imprese operanti nel settore industriale, dei servizi, Professionisti iscritti nei rispettivi Albi, Gestori di Patrimoni immobiliari) porta ad un costante aggiornamento dei modelli e degli schemi contrattuali al fine di renderli più aderenti possibili ai desiderata dei contraenti e alle opportunità consentite dalle norme vigenti. L’assistenza contrattuale prestata vede i componenti dello Studio impegnati, ove richiesto, con accessi diretti presso la sede del Cliente per delineare le strategie ottimali per la gestione della trattativa, da perfezionarsi con la redazione di contratti personalizzati all’esito del confronto con i rappresentanti della controparte negoziale.

I partners dello Studio sono iscritti all’Albo dei Consulenti Tecnici e dei Periti presso il Tribunale di Bologna ricevendo negli anni, da parte dell’Autorità Giudiziaria, incarichi di sicura valenza nell’ambito dell’accertamento:

  • della sussistenza dei presupposti di bancarotta fraudolenta in procedure concorsuali;
  • della ricostruzione di accadimenti aziendali in contenziosi societari, promossi in sede civile, con valutazione dei riflessi di natura civilistica e fiscale.

La specifica esperienza viene trasfusa anche nell’assunzione di incarichi di:

  • consulente tecnico di parte in contenziosi civili e penali;
  • membro di Collegi Arbitrali.

Lo Studio è altresì strutturato per procedere alla redazione di perizie di:

  • valutazione di Società, di rami d’azienda, anche ai sensi e per gli effetti dell’art. 2343 C.C.;
  • valutazione di compendi immobiliari;
  • ricostruzione dell’asse ereditario in presenza di donazioni effettuate dal de cuius in vita che vanno giuridicamente portate in collazione;
  • valutazione della sussistenza di diritti immateriali per brevetti, marchi, interagendo allo scopo con strutture collegate che operano in Italia e all’Estero.

Lo studio

Lo Studio Associato Commerciale S.A.C.C.E.A. venne costituito nel Gennaio 1995 da Professionisti iscritti nei rispettivi Albi Professionali i quali avvertirono l’esigenza di creare una struttura unica che potesse rispondere, in maniera adeguata, alla richiesta di specializzazione, nelle varie aree di consulenza, caratterizzante il quotidiano rapporto che intercorre tra il Cliente ed il Commercialista.

Vennero così integrate in maniera sinergica le distinte esperienze maturate dagli Associati nell’esercizio della professione intrapresa a partire dal 1989.

Il superamento degli schemi tradizionali, con i quali solitamente si impostavano e cristallizzavano gli Studi caratterizzati dall’esperienza del singolo Professionista, ha consentito negli anni di implementare la specializzazione degli Associati e Collaboratori in distinte branche, superando così il gap, in termini di tempo e di approfondimento delle tematiche, evidenziabile dal Professionista tuttologo.

Lo svolgimento degli incarichi professionali, con l’adozione di procedure di “integrazione collegiale”, ha permesso di soddisfare compiutamente le aspettative dei Clienti, riscuotendo spesso l’apprezzamento da parte dei Professionisti di riferimento dei terzi contraenti con la clientela dello Studio.

Tale lusinghiero effetto ha reso possibile anche l’esercizio di attività di consulenza in affiancamento ad altri Studi professionali (in prevalenza Legali e Commerciali) e ad Associazioni di categoria, venendosi così a creare una forma di collegamento funzionale nell’esecuzione di incarichi complessi, nel pieno rispetto della titolarità del rapporto con il Cliente e/o Associato.

Chi siamo

Dott. Giovanni Errico, iscrizione ~ con anzianità dal 1989 ~ all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna. Revisore legale.
Attività libero professionale svolta precipuamente nelle seguenti specialità:

  • contrattualistica;
  • consulenza ed assistenza societaria;
  • contenzioso tributario;
  • valutazione di aziende;
  • consulenza aziendale e tributaria rivolta ad Imprese;
  • fallimentare anche quale curatore e commissario giudiziale;
  • incarichi in procedimenti civilistici e penali quale CTP, CTU, consulente di Procure
  • amministratore giudiziario, iscritto all’Albo di cui al D.Lg.vo 4 febbraio 2010, n. 14, con svolgimento, negli anni, di complessi incarichi conferitigli dall’Autorità Giudiziaria

Rag. Michele Azzolini, iscrizione ~ con anzianità dal 1995 ~ all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna. Revisore legale.
Attività libero professionale svolta precipuamente nelle seguenti specialità:

  • revisione contabile di Società ed Enti;
  • analisi e riclassificazioni di bilanci;
  • predisposizioni di business plan;
  • consulenza finanziaria e rapporti con il sistema creditizio;
  • assistenza e consulenza in organizzazione aziendale;
  • contenzioso tributario;
  • consulenza aziendale e fiscale rivolta ad Imprese;
  • incarichi in procedimenti civilistici e penali quale CTP, CTU, consulente di Procure

Dott. Luigi Carvelli, iscrizione ~ con anzianità dal 1995 ~ all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna. Revisore legale.
Attività libero professionale svolta precipuamente nelle seguenti specialità:

  • consulenza fiscale rivolta ad Imprese;
  • revisione contabile di Società ed Enti;
  • analisi e riclassificazioni di bilanci;
  • predisposizioni di business plan;
  • assistenza e consulenza in organizzazione aziendale;

Dott. Luigi Carvelli

Rag. Monica Marsigli

Dr. Alfonso Manzo

Rag. Denise Fiorini

Rag. Jacqueline Trubia

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Novità Fiscali

Le ultime notizie del giorno

Chiarimenti sulla detraibilità delle spese di coordinamento nei contratti di appalto e subappalto con general contractor nell’ambito del Superbonus

1 Maggio 2026 |

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 17/E del 29 aprile 2026, ha fornito chiarimenti in merito al corretto inquadramento tributario delle spese sostenute per gli interventi legati al Superbonus, in presenza di contratti di appalto e subappalto stipulati dalle imprese edili incaricate dei lavori. 

I chiarimenti hanno riguardato, in particolare, la correttezza degli esiti dei controlli effettuati dalle Direzioni provinciali nei confronti delle imprese di costruzione che, in qualità di appaltatrici – e avvalendosi anche di imprese subappaltatrici – hanno realizzato i lavori per i quali i committenti hanno potuto fruire dello sconto in fattura. 

Le imprese in parola, oltre a rivestire il ruolo di appaltatrici degli interventi agevolati, hanno assunto anche il ruolo di ‘general contractor superbonus’, obbligandosi verso il committente a gestire anche i rapporti con i vari professionisti coinvolti nei lavori e nelle procedure di asseverazione. 

L’Agenzia ha rilevato che nell’affidamento dei lavori in subappalto, il corrispettivo applicato dall’impresa appaltatrice al committente, nella parte eccedente rispetto a quanto riconosciuto alle imprese subappaltatrici, viene considerato come corrispettivo per attività di mero coordinamento, con conseguente disconoscimento della detraibilità della corrispondente spesa per il committente.

Nei lavori legati al Superbonus diverse imprese edili si sono qualificate sul mercato come ‘general contractor Superbonus’. Si tratta di una espressione ‘atecnica’ dal punto di vista giuridico in quanto la figura del contraente generale è tipica dei contratti pubblici e non trova applicazione nei rapporti tra privati, come quelli relativi al Superbonus. Nel privato, però, vige il principio della piena autonomia negoziale e di conseguenza committente e appaltatore sono liberi di prevedere subappalti totali o parziali. 

Pertanto, nei rapporti tra privati l’operatore che si presenta come general contractor Superbonus non assume alcuna qualifica speciale. La sua natura giuridica dipende solo dalle obbligazioni contrattuali assunte. 

La possibilità di optare per la fruizione del beneficio fiscale sotto forma di sconto sul corrispettivo, direttamente in fattura dal fornitore al committente, ha dato impulso a prassi commerciali e modelli organizzativi di accentramento, in capo ad un unico soggetto, non soltanto del ruolo di ‘appaltatore unico’ ma, anche, di ‘referente amministrativo e finanziario unico’ del committente. Tutto questo relativamente alla realizzazione delle opere, ai servizi professionali tecnici di progettazione ed esecuzione dell’opera, ai servizi professionali di asseverazione e ai servizi amministrativi connessi al rilascio del visto di conformità fiscale. 

Tre le tipologie contrattuali più diffuse nell’ambito del Superbonus: 

  • impresa appaltatrice che realizza gli interventi agevolati, con facoltà di subappalto;
  • mandatario che contrattualizza e paga per conto del committente i professionisti tecnici e fiscali, coordinandoli sul piano amministrativo;
  • commissionario di servizi amministrativi che applica lo sconto in fattura sia sui propri corrispettivi sia su quelli dei professionisti riaddebitati.

 

Distinzione tra general contractor ‘puro’ e general contractor ‘appaltatore’

 

L’Agenzia delle Entrate, in vari documenti di prassi, ha delimitato il perimetro delle spese sostenute in caso di lavori coordinati dal general contractor. 

Di questo si è parlato in tre diverse risposte ad istanze di interpello pubblicate nel 2021 (risposte nn. 254, 261 e 480), a cui ha fatto seguito la circolare n. 23/2022 che ha fornito indicazioni di dettaglio, confermando quanto espresso in occasione delle tre richiamate risposte a interpello. 

Dalla circolare n. 23/E/2022 emerge la nozione di ‘contraente generale’ ossia ‘general contractor’. Sono tali coloro che ‘ su incarico dei committenti (persone fisiche, condòmini) gestiscono i rapporti con le imprese nonché, in taluni casi, con i professionisti e i tecnici, che rilasciano le prescritte asseverazioni, e con i Caf o i professionisti che rilasciano il visto di conformità ai fini dell’opzione per il c.d. sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante al committente’, pur nella piena consapevolezza che ‘tale figura è stata […] normativamente individuata solo dalla disciplina dei contratti pubblici mentre, con riferimento agli interventi edilizi commissionati da soggetti privati, l’attività di ‘contraente generale’ è ordinariamente disciplinata nell’ambito dell’autonomia contrattuale che regola i rapporti privatistici che intercorrono tra il committente/beneficiario delle agevolazioni e le imprese e/o i professionisti’.

Dalla lettura della circolare emerge che ‘ai fini dell’applicazione delle agevolazioni fiscali, compreso il Superbonus, non rilevano gli schemi contrattuali utilizzati nei rapporti tra committente e general contractor – che attengono esclusivamente a profili civilistici – essendo, invece, necessario che siano debitamente documentate le spese sostenute e rimaste effettivamente a carico del committente/beneficiario dell’agevolazione’. Il corrispettivo corrisposto al general contractor per l’attività di mero coordinamento non rientra tra le spese ammesse al Superbonus in quanto non si tratta di costi direttamente imputabili alla realizzazione dell’intervento agevolato. 

‘In sostanza, il committente può fruire del Superbonus in relazione ai costi che gli vengono addebitati da un’impresa o da un professionista, in qualità di general contractor, per l’esecuzione degli interventi nonché per il rilascio delle asseverazioni, delle attestazioni e del visto di conformità, a condizione che siano documentate le spese sostenute e rimaste effettivamente a carico del predetto committente/beneficiario dell’agevolazione, mentre non è ammesso alla detrazione alcun margine funzionale alla remunerazione dell’attività posta in essere dal general contractor, in quanto esso costituisce costo non incluso tra quelli detraibili’. 

L’Agenzia delle Entrate, già con la circolare n. 30/E/2020, ha confermato che ‘sono agevolabili tutte le spese caratterizzate da una immediata correlazione con gli interventi che danno diritto alla detrazione, specificando che tra le predette spese non rientrano i compensi specificamente riconosciuti all’amministratore per lo svolgimento degli adempimenti dei condòmini connessi all’esecuzione dei lavori e all’accesso al Superbonus. Tale chiarimento è estendibile anche all’eventuale corrispettivo corrisposto al general contractor per l’attività di mero coordinamento svolta e per lo sconto in fattura applicato trattandosi, anche in questo caso, di costi non direttamente imputabili alla realizzazione dell’intervento. Pertanto, tale corrispettivo è, in ogni caso, escluso dall’agevolazione’. 

La detrazione spetta anche quando il general contractor sia una ESCO (energy Service Company) che realizzerà presso vari clienti, privati cittadini o condomìni, interventi di riqualificazione energetica finalizzati alla fruizione del Superbonus.

 

Qualificazione dell’impresa appaltatrice e irrilevanza dell’assetto organizzativo

 

L’impresa che si obbliga nei confronti di un committente privato a realizzare determinate opere in regime di appalto mantiene la qualifica di impresa appaltatrice. Tale qualifica non dipende dalla modalità organizzativa prescelta per l’esecuzione delle opere, ma dall’assunzione dell’obbligazione realizzativa nei confronti del committente. 

La natura di impresa appaltatrice resta sia quando l’impresa esegue i lavori con mezzi e personale proprio, sia quando li affida a terzi, mediante subappalto. In quest’ultimo caso la sua attività si concentra sul coordinamento tecnico dell’intervento, mentre l’esecuzione materiale è svolta dai subappaltatori. In ogni caso, l’impresa resta titolare dell’obbligazione principale verso il committente e, di conseguenza, delle correlate responsabilità civilistiche, amministrative e di sicurezza. 

Ciò che caratterizza l’appalto è l’assunzione dell’obbligazione di risultato verso il committente. La decisione di eseguire i lavori direttamente o tramite subappalto, non incide sulla posizione giuridica né sulle responsabilità in capo all’impresa. 

 

Trattamento fiscale del coordinamento e dello sconto in fattura e principi operativi per gli Uffici

 

Dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate emerge la doppia figura del general contractor che se esplica solo attività di coordinamento è considerato general contractor ‘puro’ mentre, se si occupa anche dell’esecuzione dei lavori riveste il ruolo di general contractor appaltatore. 

Quando il general contractor opera come impresa appaltatrice e svolge anche attività di coordinamento amministrativo, il corrispettivo per il mero coordinamento nell’applicazione dello sconto in fattura non rientra tra le spese ammissibili al Superbonus; restano, invece, detraibili tutti i corrispettivi per l’esecuzione dei lavori. 

Il fatto che la fattura del general contractor rechi esclusivamente i corrispettivi dovuti per l’esecuzione dell’appalto, senza alcuna voce distinta riferita all’attività di mero coordinamento o all’applicazione dello sconto in fattura, non consente una riproposizione automatica in tutto o in parte di tali importi da compensare per opere appaltate a compensi per servizi di coordinamento o per la gestione dello sconto. Una diversa qualificazione richiede infatti una motivazione specifica, supportata da idonei mezzi di prova, che dimostri come una quota del corrispettivo non attenga al normale margine dell’appaltatore nell’ordinaria attività di coordinamento dei lavori, ma si riferisca a un’attività di coordinamento amministrativo distinta e autonomamente remunerata. 

 

Conclusioni

 

Per valutare correttamente la detraibilità delle spese è fondamentale distinguere tra le due tipologie di general contractor. Se il suo operato è di semplice coordinamento il relativo compenso non è imputabile ai lavori agevolati e, dunque, al Superbonus; pertanto, il general contractor c.d. ‘puro’ non ha diritto alla detrazione e allo sconto in fattura. Qualora, invece, il general contractor riveste il ruolo dell’appaltatore, il suo corrispettivo sarà detraibile o sarà possibile per lui accedere allo sconto in fattura. Naturalmente questo richiede il rispetto delle condizioni di legge, dei limiti di congruità, dei massimali previsti. 

Ridenominazione del codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti di cui all’articolo 8 Dl n. 38/2026

1 Maggio 2026 |

Il decreto legge n. 38/2026 all’articolo 8 ha introdotto, per l’anno 2026, un contributo, sotto forma di credito d’imposta. 

Per consentire la fruizione in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta in parola l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 14/E/2026 ha istituito il codice tributo ‘7079’.

Con la risoluzione n. 16/E del 23 aprile 2026 l’Amministrazione finanziaria ha provveduto a ridenominare il codice tributo ‘7079’ in ‘7079’ – denominato ‘Credito d’imposta – Articolo 8, del decreto legge 27 marzo 2026 n. 38’. Non cambiano le modalità di compilazione del modello F24 indicate nella risoluzione n. 14/E/2026. 

Ridenominazione dei codici tributo per il versamento delle imposte del regime opzionale di tassazione alternativa per le imprese estere controllate (Cfc)

1 Maggio 2026 |

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 15/E del 16 aprile 2026, adegua il modello F24 alle novità del Tuir che hanno modificato la disciplina dell’opzione prevista per le imprese estere controllate (Cfc). 

Per consentire ai soggetti controllanti di effettuare i versamenti delle imposte del regime opzionale di tassazione alternativa per le imprese estere controllate, l’Agenzia ha fornito le dovute istruzioni.

L’Amministrazione finanziaria ha provveduto anche a rideterminare i codici tributo per il versamento dell’imposta disciplinata dall’articolo 167, comma 4-ter del Tuir. L’aggiornamento si è reso necessario a seguito delle modifiche operate dal decreto legge n. 84/2025, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2025 n. 108. 

Ad essere ridenominati sono i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 64/E/2024. Restano ancora valide le modalità di compilazione del modello F24 contenute nella richiamata risoluzione n. 64/E/2024. 

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo del credito d’imposta per gli investimenti di cui all’art. 8 Dl n. 38/2026

1 Maggio 2026 |

Per l’anno 2026 il legislatore ha previsto un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari all’89,77% dell’importo richiesto dalle aziende che hanno presentato le comunicazioni di cui all’articolo 38, comma 10, primo periodo, del decreto legge n. 19/2024 – ‘Transizione 5.0’, e che hanno ricevuto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la comunicazione che l’investimento risponde tecnicamente ai requisiti di ammissibilità previsti dal decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy 24 luglio 2024. 

Il credito d’imposta in parola è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 entro il 31 dicembre 2026. 

Al GSE spetta il compito di trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie e l’importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni. 

Ciascun beneficiario può visualizzare l’ammontare dell’agevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale. 

Per consentire l’utilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, tramite il modello F24 da presentare attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, la stessa ha istituito il codice tributo ‘7079’ denominato ‘Credito d’imposta – Transizione 5.0 – Articolo 8, del decreto legge 27 marzo 2026 n. 38’. 

Istituzione della causale per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, delle sanzioni e degli interessi di spettanza della Cassa dottori Commercialisti

1 Maggio 2026 |

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 1°aprile 2026, ha istituito la causale contributo per il versamento, tramite il modello F24, dei contributi previdenziali e assistenziali, delle sanzioni e degli interessi di spettanza della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei dottori commercialisti. 

La nuova causale contributo è la seguente: ‘E150’ denominata ‘Cassa Nazionale di previdenza e assistenza a favore dei Dottori commercialisti – adempimenti CNPADC’. 

Rassegna Fiscale

Le ultime notizie del giorno

Leo: tasse, le date non cambiano Ora regole sugli influencer

12 Maggio 2026 | Corriere della Sera - Isidoro Trovato - Pag. 45

Da tempo i commercialisti chiedono un calendario fiscale più razionale e un distanziamento degli adempimenti. Nel corso di un evento il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha detto: ‘Sui versamenti rispettiamo il calendario che è già stato definito nei provvedimenti legislativi’. Dunque, niente proroghe, almeno per ora. Il dialogo tra commercialisti e Governo prosegue però sul fronte, inedito, della fiscalità per gli influencer. Si fa sempre più urgente la necessità di creare una disciplina fiscale dedicata al creator digitale. Oggi viene percepito come un ibrido tra imprenditori, agenti di commercio e partite Iva. Una giungla da disciplinare. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Influencer in un vuoto fiscale’ – pag. 26)

Superbonus, dal Fisco in tre mesi stop a 4,1 miliardi di frodi

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 2

L’altissimo numero di frodi ha costretto l’Agenzia delle Entrate a intensificare i controlli sul Superbonus. Il risultato evidenzia che in tre mesi ammontano a 4,1 miliardi i crediti Superbonus bloccati. Dai dati emerge che il 33% dei crediti è stato ritenuto a rischio e quindi non utilizzabile in compensazione. Praticamente un euro su tre dei crediti che emergono dalle ultime fatture per le spese 2025 è stato fermato per illeciti. Numeri che fanno riflettere e che giustificano l’intenso lavoro del Mef e dell’Amministrazione finanziaria impegnate ad intercettare i pericoli legati a chi ha sfruttato gli ultimi scampoli dell’agevolazione per beneficiarne senza averne i requisiti. Un problema che emerge anche dal confronto con gli anni precedenti in cui la quota di crediti scartata era del 3%. 

Lavori a metà e cantieri irregolari Sono nel limbo 4 mila cantieri

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour - Pag. 2

Il lato oscuro del Superbonus è rappresentato da detrazioni non maturate, somme da pagare in contanti, crediti fiscali fruiti in modo formalmente illegittimo e possibili verifiche future dell’Agenzia delle Entrate. Non sono pochi i condomini con lavori a metà e i cantieri irregolari. Secondo le statistiche ammontano almeno a 4 mila, ma probabilmente la cifra è più alta. I numeri del report dell’Enea dicono che si tratta del 2,7% dei lavori di Superbonus che corrispondono a 2,3 miliardi di euro. Ricordiamo che i lavori non terminati comportano la perdita del diritto alla detrazione. Le contestazioni del fisco possono rivalersi sui beneficiari dei lavori agevolati per le agevolazioni già incassate. Infatti, con il meccanismo dei Sal era possibile ottenere anticipi dello sconto fiscale, da usare in solido per pagare le imprese. 

Più facile uscire dal concordato causa guerra o crisi energetica

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - Cristina Bartelli, Anna Mulassano - Pag. 33

Nel corso di un convegno tenutosi ieri a Milano organizzato dall’ordine dei commercialisti locale e da Codis il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, ha affermato che un nuovo calendario fiscale potrà trovare posto nel decreto legislativo Omnibus mentre per chi sceglierà di aderire al concordato preventivo biennale sarà più facile fuoriuscire dal patto con il fisco in presenza di eventi straordinari come guerra, crisi energetica e altro che determineranno un aumento del 5% dell’indice dei prezzi. Più in particolare, spiega Leo, saranno presi in considerazione impatti economici negativi correlati ai conflitti armati e alla situazione geopolitica nell’area mediorientale comprovati dall’incremento nell’anno dell’indice dei prezzi superiore al 5%. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Cpb, Leo: via di fuga per la guerra Responsabilità, AdE tranquillizza’ – pag. 22)

Professionisti, responsabilità solo per concorso

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - C.Bar., An.Mul. - Pag. 33

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha chiarito che la responsabilità dei professionisti fiscali resta limitata ai casi di partecipazione diretta alla frode del cliente. Il tema è emerso dopo la recente ordinanza n. 5635/2026 della Cassazione che ha sollevato timori tra i commercialisti sulla possibilità di essere coinvolti per dichiarazioni fiscali errate dei clienti. Per il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano, Edoardo Ginevra, occorre evitare che singoli casi producano principi giuridici penalizzanti per l’intera categoria. Carbone ha escluso nuove forme di responsabilità, precisando che il concorso in frode già esiste e riguarda solo casi di effettivo coinvolgimento del professionista. Sul fronte dell’intelligenza artificiale l’Agenzia ha assicurato che gli accertamenti non vengono elaborati senza supervisione umana, mentre l’AI aiuta a velocizzare attività come i rimborsi fiscali. 

Alle Sezioni Unite gli accessi non autorizzati dal giudice

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - Valerio Vallefuoco - Pag. 34

Spetterà alle Sezioni Unite decidere sugli accessi della Guardia di Finanza presso locali aziendali non autorizzati dal giudice. A stabilirlo è l’ordinanza interlocutoria 13696 pubblicata lo scorso 11 maggio dalla Cassazione tributaria. Nel caso analizzato l’accesso era stato autorizzato dall’autorità amministrativa e non da un giudice. La Corte richiama la giurisprudenza europea, secondo cui anche sedi e locali d’impresa rientrano nella tutela del domicilio, pur senza imporre sempre un’autorizzazione giudiziaria preventiva. L’accesso fiscale resta legittimo solo se giustificato da esigenze reali, motivato adeguamento e accompagnato da garanzie contro abusi. Il nodo centrale riguarda l’art. 7-quinquies dello Statuto del contribuente: l’inutilizzabilità delle prove illegittime è una novità del 2023 o un principio già esistente? La decisione potrebbe cambiare il processo tributario.

Crediti R&S non spettanti se il diniego è motivato dall’esaurimento delle risorse

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Pag. 34

Il diniego alla fruizione del credito d’imposta per esaurimento delle risorse finanziarie disponibili non ne determina l’inesistenza ma la non spettanza, con la conseguente inapplicabilità del termine decadenziale di otto anni delle sanzioni più onerose. Le nuove definizioni di credito inesistente e non spettante, introdotte dal Dlgs 87/2024, hanno natura innovativa risultando quindi irrilevanti per i fatti anteriori alla loro entrata in vigore e per i giudizi pendenti, che restano disciplinati dal quadro normativo e giurisprudenziale previgente. A confermare le due interpretazioni è la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 13508/2026.  Ad una società il Centro operativo di Pescara aveva negato il nulla osta per la fruizione del credito ricerca e sviluppo in quanto erano esaurite le risorse finanziarie. La Corte, tuttavia, sostiene che il diniego che esaurimento dei fondi non incide sull’esistenza del credito stesso. 

Non serve la dichiarazione Imu se cambia il valore di un’area edificabile

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - Luigi Lovecchio - Pag. 35

Non serve la dichiarazione Imu del contribuente se cambia il valore di un’area edificabile. Ciò in quanto il valore di mercato è un dato già conoscibile dal Comune. Con la sentenza n. 13662, depositata ieri, la Corte di cassazione si allinea all’orientamento espresso nel 2023, ritenendo che l’andamento del mercato dei terreni sia troppo indeterminato per imporre un obbligo dichiarativo. Dopo l’abolizione dell’obbligo generalizzato di dichiarazione Imu nel 2006, restano obbligatorie solo le ipotesi tassativamente previste dalle istituzioni ministeriali, tra cui non rientra la variazione di valore delle aree. La giurisprudenza ha chiarito che neppure la prima attribuzione della qualifica edificatoria deve essere dichiarata, essendo un dato derivante da atti del Comune. Di conseguenza, il Comune deve contestare un eventuale insufficiente pagamento dell’imposta, non l’omessa dichiarazione, con sanzioni più ridotte. 

Certificatori alla prova dei conflitti di interesse

12 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore - Cristina Bartelli, Anna Mulassano - Pag. 37

Fari accesi sul Tax control framework e i rischi legati a certificazioni alla leggera con il pericolo anche di conflitti di interessi. Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio e il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone tornano sulla questione nel corso di un incontro tenutosi ieri a Milano per i 30 anni di Codis. de Nuccio parla di conflitto di interesse per le società di revisione che si accingono a firmare certificazioni in ambito di adempimento collaborativo. Per Carbone nessuno deve pensare che la qualifica di certificatore sia un mero attestato formale. Il certificatore assume un ruolo pubblico. I commercialisti chiedono rigore sul tema della compatibilità tra il ruolo di certificatore del Tax control framework e quello di revisore legale della stessa impresa. 

Compensi ai Caf, tagli del 60%

12 Maggio 2026 | Italia Oggi - Francesco Cerisano - Pag. 22

La legge di Bilancio 2026 ha tagliato del 10% la dotazione finanziaria dei Caf. Negli anni si è assistito ad una riduzione costante dei fondi che dal 2016 in poi sono passati da 316 milioni a 216, fino all’attuale plafond di 195 milioni.  Il motivo è dovuto al miglioramento della qualità dei dati che ha avuto come conseguenza ‘il progressivo sviluppo negli anni successivi al 2016 delle dichiarazioni precompilate’ col progressivo aumento ‘del numero di dichiarazioni accettate senza l’apporto di modifiche da parte dei contribuenti’. Il decreto 29 aprile 2026 del Mef e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 dello scorso 9 maggio evidenzia come il taglio retroattivo ai fondi potrebbe portare ad una riduzione del 60% dei compensi dei 50 mila addetti dei Caf e dei professionisti abilitati per le attività rese ai contribuenti nel 2025. 

Bonus edili, dati bloccati

12 Maggio 2026 | Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 24

Dall’analisi delle precompilate 2026 emerge che sono fuori le spese detraibili relative a oneri ad impatto pluriennale sulla dichiarazione, come i bonus edilizi, se soggette a un controllo documentale da parte dell’Agenzia delle Entrate. La tipologia di controlli che inibisce il riporto automatico dell’onere detraibile nella precompilata è quello formale ed è relativo principalmente alle verifiche effettuate sulla dichiarazione dei redditi 2023 per l’anno d’imposta 2022. Sia la spesa sia il mancato inserimento in dichiarazione vengono segnalati nell’elenco dei dati a disposizione delle Entrate per la redazione della precompilata e al contribuente dichiarante viene quindi lasciata la responsabilità di inserirla in autonomia nel modello, evitando conseguentemente che il dato fruisca della limitazione dei controlli in conseguenza dell’utilizzo del veicolo della precompilata. 

Rassegna Legale

Le ultime notizie del giorno

Factoring, durante l’iter negoziato è possibile sospendere i crediti futuri

11 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Marcello Tarabusi, Leonardo Curatolo - Pag. 24

Nel corso della composizione negoziata della crisi il Tribunale può sospendere i contratti di factoring limitatamente ai crediti futuri generati dopo la nomina dell’esperto. Il Tribunale di Lecce, con l’ordinanza del 19 marzo 2026, ha consentito ai clienti di pagare direttamente l’impresa, e non il factor, per sostenere la liquidità aziendale. Restano però tutelati i diritti del factor sui crediti già ceduti e maturati prima dell’avvio della procedura. La misura è stata ritenuta necessaria per evitare tensioni finanziarie e garantire continuità aziendale e pagamento di fornitori e dipendenti. Il Tribunale ha imposto controlli periodici dell’esperto sull’andamento delle trattative. Si tratta di una prima decisione innovativa, diversa dai casi usuali in cui sono i factor a sospendere i finanziamenti alle imprese in crisi. 

Patto di non concorrenza, sì al compenso annuale

11 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Valentina Pomares - Pag. 25

Il compenso legato al patto di non concorrenza può anche essere versato annualmente al lavoratore, purché sia di importo adeguato rispetto al sacrificio richiesto. È il principio stabilito dalla Cassazione che recentemente ha riportato l’attenzione il tema dei requisiti del corrispettivo previsto nel patto. In particolare, nell’ordinanza n. 436 dello scorso 8 gennaio il giudici di legittimità hanno esaminato il caso di un lavoratore che aveva impugnato il patto di non concorrenza sottoscritto con la propria azienda, a suo dire per indeterminatezza del corrispettivo. L’accordo stabiliva un compenso annuo fisso, moltiplicato per la durata del rapporto di lavoro e come tale necessariamente non determinabile al momento della stipula. La Corte ha ritenuto legittimo il patto in quanto la sua validità dipende dalla congruità del compenso versato in concreto. 

Salario giusto ancorato ai contratti collettivi firmati dalle sigle più rappresentative

11 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giampiero Falasca - Pag. 25

Con il ‘salario giusto’ l’Esecutivo intende sostenere le retribuzioni dei lavoratori. La scelta è quella di rafforzare la contrattazione collettiva come strumento principale di determinazione del livello retributivo, trasformando un criterio già utilizzato dalla giurisprudenza in una regola positiva di sistema. L’art. 7 del decreto ‘Primo maggio’ dispone che la contrattazione collettiva costituisce lo strumento per determinare il ‘salario giusto’, in attuazione dell’art. 36 della Costituzione, con l’obiettivo di garantire un trattamento ‘adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato’. Non si tratta di una soglia fissa, ma di un parametro dinamico, ancorato ai contenuti economici dei contratti collettivi. Ai fini dell’individuazione del salario giusto, il riferimento deve essere il trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. 

Errori medici, risarcisce la struttura Nulli i patti di manleva con i sanitari

11 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Andrea Codrino, Maurizio Hazan - Pag. 26

Con l’ordinanza n. 9949 dello scorso 17 aprile la Corte di cassazione ha chiarito che è  limitata ai casi di colpa grave l’azione di rivalsa o di regresso che una struttura sanitaria – chiamata a rispondere di un danno arrecato a un paziente – può far valere nei confronti dei medici o degli altri professionisti che si sono occupati delle cure. E gli eventuali patti di manleva sottoscritti tra la struttura e il sanitario sono nulli. Nel caso analizzato dai giudici di legittimità, una struttura sanitaria, convenuta in giudizio dal paziente danneggiato, aveva chiamato in causa il chirurgo che aveva eseguito l’intervento formulando nei suoi confronti una domanda di regresso e manleva, fondata, da un lato, sulle norme che regolano i rapporti interni tra condebitori solidali e, dall’altro, su una clausola del contratto libero-professionale che obbligava il medico a tenerla indenne dalle conseguenze risarcitorie derivanti da errori nello svolgimento delle sue prestazioni di cura. 

Immigrati condannati, priorità alle decisioni sull’espulsione

11 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Fabio Fiorentin - Pag. 26

L’articolo 30-ter del decreto legge Sicurezza (Dl n. 23/2026) stabilisce che un nuovo criterio di priorità impone al giudice di sorveglianza di decidere sull’espulsione del detenuto straniero con precedenza su ogni altra istanza pendente riferita all’interessato. La misura integra l’art. 16, comma 6, del Testo unico dell’immigrazione, che disciplina l’espulsione applicata dal magistrato quale sanzione alternativa alla detenzione, attivata in relazione a pene, anche residue, non superiori a 2 anni e inflitte per reati diversi dai delitti previsti dall’art. 407, comma 2, lettera a) del Codice di procedura penale e dai reati previsti dallo stesso Testo unico dell’immigrazione e puniti con pene edittali superiori ai 2 anni. Destinatario è il detenuto straniero, compiutamente identificato che sia entrato come clandestino e permanga nel territorio dello Stato senza aver richiesto il permesso di soggiorno. 

Bonus assunzioni ancorati a salari giusti e aumento di posti

11 Maggio 2026 | Italia Oggi - Daniele Cirioli - Pag. 2

Per tutto l’anno in corso il Dl 62/2026 introduce un esonero contributivo totale sulle assunzioni di donne, under 30 e over 35 nelle aree Zes. Gli incentivi, però, spettano solo se si verifica un incremento occupazionale reale e il datore di lavoro applica il ‘salario giusto’. La norma sostituisce i vecchi incentivi del Milleproroghe, mai divenuti operativi. Le assunzioni effettuate fino al 30 aprile 2026 potranno beneficiare dei nuovi bonus solo se rispettano le nuove condizioni. Nasce anche un bonus stabilizzazioni per trasformare contratti a termine di under 35 in contratti stabili, con esonero totale fino a 24 mesi.  Previsto, inoltre, uno sgravio di natalità per aziende che adottano misure certificate di conciliazione famiglia-lavoro. Lo sconto contributivo per queste imprese può arrivare all’1% dei contributi, con un importo massimo di 50 mila euro annui. 

Carcere per chi cede inquinanti

11 Maggio 2026 | Italia Oggi - Vincenzo Dragani - Pag. 4

Il decreto legislativo di riforma dei reati ambientali, approvato dal Governo lo scorso 21 aprile, introduce nell’ordinamento italiano il reato di ‘commercio di prodotti inquinanti’. A generare l’inquinamento può essere l’intera filiera produttiva e commerciale dei prodotti. E le sanzioni penali possono arrivare a 20 anni di reclusione nel caso in cui al danno ambientale segua la morte della persona. Il nuovo articolo 452 -bis. 1 punisce ‘chiunque abusivamente immette sul mercato o mette comunque in circolazione un prodotto il cui impiego, per lo scarico, l’emissione o l’immissione di materie, sostanze, energia o radiazioni ionizzanti nell’aria, nel suolo o nelle acque che ne deriva, cagioni una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell’aria, di porzioni estese o significative del suolo o sottosuolo; di un ecosistema, di un habitat, della biodiversità, anche agraria, della flora e della fauna’.

Whistleblowing, regole in chiaro

11 Maggio 2026 | Italia Oggi - Stefano Loconte, Giulia Maria Mentasti - Pag. 6

Spetta al whistleblower scegliere tra la segnalazione scritta o orale. Ad evidenziarlo è Assonime nel ‘Vademecum operativo al whistleblowing alla luce delle recenti Linee guida Anac’ dello scorso 20 aprile. Il documento ricorda che il decreto legislativo n. 24/2023 impone agli enti di istituire dei canali di segnalazione interni che prevedano entrambe le modalità, dando al segnalante la possibilità di scegliere. Quanto all’adeguamento dei Modelli organizzativi 231, il Vademecum evidenzia la raccomandazione di Anac di adottare un unico canale idoneo a ricevere tutte le segnalazioni del decreto whistleblowing, incluse quelle di condotte illecite rilevanti ai sensi del Dlgs 231/2001, evitando confusione e duplicazioni. 

Ricattare sulla paga è estorsione

11 Maggio 2026 | Italia Oggi - Nicola Pietrantoni - Pag. 17

Commette il reato di estorsione il datore di lavoro che, dietro la minaccia di licenziamento, costringe i dipendenti ad accettare una retribuzione di importo ridotto e non adeguata alle prestazioni effettuate. In questi casi, infatti, la realizzazione dell’ingiusto profitto con altrui danno integra l’ipotesi delittuosa di estorsione e non quella meno grave di ‘caporalato’. Ad affermarlo è stata la Corte di cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 11253/2026 depositata lo scorso 25 marzo, che ha confermato la condanna inflitta a carico di alcuni amministratori e soci di un’impresa operante nel campo dell’installazione di sistemi fotovoltaici. 

Al lavoro con le cripto-attività

11 Maggio 2026 | Italia Oggi – Affari legali - Roberto Miliacca - Pag. 1

Sono sempre più numerosi gli interventi della Consob che evidenziano come le cripto-attività restano un settore ad alto rischio. Dal 2019 sono stati oscurati oltre 1.600 siti finanziari irregolari, di cui molti legati alle criptovalute. Nonostante i rischi, norme europee come il MiCAR stanno rendendo il mercato più regolamentato e integrato nella finanza ordinaria. Dal 2026 gli exchange devono comunicare al Fisco dati degli utenti e operazioni effettuate. Per questo cresce la richiesta di assistenza legale su fiscalità, contratti con cripto-asset, NFT e stablecoin. (Ved, anche: ‘Cripto-attività, cresce la domanda di assistenza legale’ – pag. 2 stesso inserto e testata)

Post estremista, legale nei guai

11 Maggio 2026 | Italia Oggi – Affari legali - Andrea Magagnoli - Pag. 4

Il legale che pubblica un post dal contenuto inneggiante ad un estremismo politico commette un illecito disciplinare. Ad affermarlo è il Consiglio nazionale forense con la sentenza n. 394 depositata il 22 dicembre 2025. Il caso analizzato trae origine dall’applicazione a carico di un legale della sanzione disciplinare dell’avvertimento da parte del Consiglio Distrettuale di Disciplina dell’Emilia Romagna. La punizione deriva dalla pubblicazione da parte del legale di un post che elogia un estremismo politico. L’illecito disciplinare si concretizza anche se il contenuto del post non è aperto a tutti. 

Gender pay gap tra gli avvocati

11 Maggio 2026 | Italia Oggi – Affari legali - Dario Ferrara - Pag. 5

Il rapporto 2026 sull’avvocatura che Cassa forense ha commissionato al Censis evidenzia che è in diminuzione il numero dei legali ma crescono i redditi, anche se resta pesante il gender pay gap: un uomo guadagna più del doppio di una donna. E non è dunque un caso se il calo della professione è trainato soprattutto dalla componente femminile. Oltre 6 mila cancellazioni totali in 10 anni: l’età media sale, la platea degli avvocati invecchia e sono soltanto 5,8 milioni gli avvocati attivi per ogni pensionato contro gli 8,1 del 2015, ma migliora dopo anni la percezione delle condizioni professionali. Boom nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, soprattutto fra i più giovani, mentre resta prevalente lo studio monopersonale. 

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